YouSchool II

Attività Istituzionali - Archivio

Il progetto

Il concorso regionale “YouSchool” si propone l’obiettivo di raccogliere e selezionare progetti narrativi digitali che illustrino come sono cambiati l’Italia e gli italiani dal 1900 ad oggi, e che narrino quindi le grandi trasformazioni che hanno contraddistinto il secolo scorso e continuano a influenzare l’Italia contemporanea.

Il Concorso è rivolto alle classi III, IV e V degli Istituti di Istruzione Secondaria di II grado della regione Veneto.

La classe dovrà realizzare un video conforme al tema del Concorso seguendo uno dei quattro percorsi a scelta:

1. Emigrazioni ed immigrazioni: gli italiani da migranti ad ospiti
2. Diritti, doveri e parità: l’evoluzione della cittadinanza
3. L’altra faccia del progresso: inquinamento, rifiuti e consumo dei territori
4. Le arti nel Novecento: rivoluzioni e nuovi linguaggi

La classe sarà coordinata da almeno un docente fino a un massimo di tre e utilizzerà in maniera consapevole ed intelligente gli strumenti digitali e le tecnologie di ultima generazione.

Come per la precedente edizione, i video saranno pubblicati sul portale www.you-school.it (ora in fase di aggiornamento)

Sono previste tre categorie distinte di premi di cui due saranno assegnati da una giuria di esperti, e uno sarà assegnato dalla community di utenti interessati all’iniziativa e accreditati al portale.

I tre progetti digitali vincitori caratterizzeranno un evento che si terrà negli spazi di M9 a Mestre a conclusione dell’iniziativa.

La partecipazione al concorso è completamente gratuita.

I quattro percorsi
Emigrazioni ed immigrazioni: gli italiani da migranti ad ospiti
Per gran parte del Novecento dall’Italia si è partiti in cerca di fortuna o, più semplicemente, di un pezzo di pane da mettere sotto i denti. Solo dal 1973 il saldo migratorio è divenuto positivo, ma le migrazioni interne non sono mai cessate. Oltre ai 29 milioni di Italiani che tra il 1861 e il 1985 sono emigrati all’estero, milioni sono gli abitanti che hanno abbandonato i luoghi d’origine per trovare migliori condizioni di vita in altre zone del Paese. In neanche cinquant’anni le parti si sono invertite: oggi vivono in Italia più di 4,4 milioni di immigrati stranieri che condividono le stesse speranze, le stesse ambizioni, le stesse difficoltà degli Italiani partiti nel secolo scorso.
Nella storia unitaria, il Veneto svetta per un triste primato: è stata la regione con il più elevato flusso migratorio all’estero e ancora negli anni Cinquanta aveva la più alta percentuale di migrazione interna (il 33-35% degli immigrati in Piemonte e Lombardia). A distanza di qualche decennio, al primo gennaio 2014, i cittadini non comunitari regolarmente presenti in Veneto erano oltre 446.600, pari all’11,5% di tutti gli stranieri residenti in Italia: in termini assoluti si tratta della terza posizione a livello nazionale, dietro la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Questo dato serve per riflettere sull’evoluzione e le inversioni dei flussi migratori novecenteschi: dal Veneto sono emigrati milioni di persone, disposte a fare i lavori più umili e rischiosi (mondine, donne di servizio, minatori, manovali e operai), in qualsiasi angolo del globo.
Oggi i loro eredi si guardano allo specchio, di fronte alle migliaia di immigrati arrivati “nel ricco Nord-Est” in cerca di lavoro, dignità e un avvenire migliore per i loro figli; un valido motivo per domandarsi quali siano i rapporti, le differenze o le analogie tra gli emigranti di allora e gli immigrati di oggi.

Parole chiave: sradicamento, fortuna, speranze, avvenire migliore, lavoro, sacrifici, migrazioni interne, Nord e Sud, questione meridionale, povertà, fame, valigie di cartone, terza classe, emarginazione, discriminazione, clandestinità, sofferenze, permessi, nostalgia, integrazione, multiculturalità, accoglienza, ospitalità, mare, barconi, naufragi, naufraghi, memoria, inversione dei flussi migratori, rientri.

Diritti, doveri e parità: l’evoluzione della cittadinanza
La richiesta sempre più ferma dell’allargamento del diritto di voto caratterizza l'Italia d'inizio Novecento dal punto di vista delle battaglie politiche sostenute dai partiti di massa. Le tappe che porteranno al suffragio universale sono tre: 1912, 1919 e poi 1946. Durante questi tre passaggi, i limiti per accedere al diritto di voto si sono assottigliati (salvo quello dell’età anagrafica) fino a scomparire.
I contrari a concedere il diritto di voto alle donne ritenevano che, abituate a vivere in famiglia e quindi più conservatrici, sarebbero state un freno al progresso della società e che alle elezioni del 1948 avrebbero votato per la monarchia e per i partiti reazionari. “Ma, anche con i loro suffragi, vinse la Repubblica e le varie signore e signorine Rossi d'Italia cessarono di essere considerate cittadini di serie B. Con le votazioni per la Costituente, che gettano le basi della nuova vita politica, incomincia per gli Italiani, maschi e femmine, la lunga marcia per la conquista dei diritti civili.” (Enzo Biagi, Storia d'Italia a fumetti, vol. 15, p.47)
Le foto, le radiocronache e le riprese video degli anni successivi ci hanno consegnato immagini memorabili: lunghissime file ai seggi di votanti pazienti e felici, comizi affollati, assemblee concitate, rivalità infuocate, cortei infiniti, piazze stracolme.
Oggi la coda di votanti alle urne è un’immagine che giunge assai di rado, quando votano per la prima volta popolazioni che hanno finalmente ottenuto libere elezioni dopo periodi di dittatura o prolungati stati di belligeranza.
Ripercorrendo le tappe novecentesche in tema di evoluzione dei diritti di cittadinanza, in Italia si evidenziano fenomeni contraddittori: nel 1948, alle elezioni politiche per la Prima legislatura della Repubblica, si registrò un’affluenza alle urne del 92%, nella tornata elettorale del maggio 2010 si è scesi al 58,77%, con una crescita costante dell’astensionismo, nonostante nel 2013, alle elezioni politiche, si siano recati alle urne il 75,19% degli aventi diritto per la Camera e il 75,11% degli aventi diritto per il Senato. Un calo comunque consistente, che si spiega con disaffezione e sfiducia dilaganti verso la classe politica, ma anche con una certa dose di egoismo e indifferenza: la politica ci riguarda sempre meno, il voto non è più un diritto conquistato con il sangue ma un fastidio di cui si può fare a meno, dimentichi dei sacrifici di quanti si sono battuti per farcelo avere.

Parole chiave: lotte per l’emancipazione, evoluzioni legislative, elettorato attivo e passivo, diritti di cittadinanza, pari opportunità, tutela, diritti politici, suffragio maschile, suffragio femminile, discriminazione, eguaglianza giuridica, referendum, Monarchia, Repubblica, Costituente, voto, votazioni, campagne elettorali, clientele, interessi personali, Casta, sistemi elettorali, riforma del sistema elettorale, partiti, tesseramento, sezioni, circoli, sindacati, comizi, cortei, folle, manifestazioni, senso civico, engagement, astensionismo, assenteismo.

L’altra faccia del progresso: inquinamento, rifiuti e consumo dei territori
L'ampliamento della rete stradale e l'aumento del numero di mezzi circolanti sul territorio nazionale (342.000 nel 1950, oltre 4 milioni e mezzo nel 1960, 10 milioni nel 1970 e più di 36 milioni oggi, con la più alta percentuale di vetture pro capite mondiale), unitamente alla crescita delle emissioni industriali e all'incidenza dei riscaldamenti domestici, hanno esercitato effetti drammatici sulle condizioni atmosferiche e sulla salute della popolazione, sebbene l'utilizzo del termine “smog” risalga già agli inizi del Novecento.
Parallelamente, la lunga lotta per la conquista del benessere ha determinato la crescita esponenziale della quantità di rifiuti prodotti, che in Italia supera abbondantemente la mezza tonnellata annua pro capite; una cifra inimmaginabile solo cinquant’anni fa, quando non si buttava via nulla e tutto veniva riciclato, non per ragioni etiche, ma per necessità economiche.
L'inquinamento non è solo di tipo atmosferico, ma anche idrico, del suolo, acustico e radioattivo.
Le discariche, gli inceneritori, i termovalorizzatori, le varie tecniche di smaltimento dei rifiuti, dagli urbani a quelli speciali, rappresentano infatti un tema tutt'altro che risolto, che sta impegnando a fondo le istituzioni, in cerca di soluzioni sempre più urgenti. Occorre che – accanto a una precisa e adeguata politica ecologica innestata in un generale ripensamento del progresso scientifico e tecnologico – tutti si sentano corresponsabili e partecipi nello sforzo di salvaguardare l'habitat naturale e difenderlo da ogni assalto, secondo le proprie possibilità, sfere di competenze e ambiti di attività.

Parole chiave: risorse naturali e forestali, trasformazioni paesaggistiche, territorio, manutenzione, abbandono, urbanizzazione, cementificazione, dighe, acquedotti, centrali idroelettriche, bonifiche, gestione idrica, dissesti, disastri ambientali, Seveso, Taranto, Ilva, emissioni, scarichi industriali, acidi, inquinamento, speculazione, rifiuti tossici, scarti, scorie, discariche, ecomafie, Terra dei fuochi, politiche ambientali, ecologia, energie rinnovabili, sostenibilità, coscienza, riciclaggio, ecosistemi, tutela, equilibri, legislazione, politiche ambientali, aree protette, biodiversità, estinzione.

Le arti nel Novecento: rivoluzioni e nuovi linguaggi
Mai come nel Novecento la cultura artistica ha conosciuto una così rapida evoluzione. Nel corso di questo secolo le novità e le sperimentazioni artistiche si sono susseguite con ritmo talmente incalzante da fornire un quadro quasi disomogeneo: decine e decine di movimenti e di stili si sono succeduti, esaurendo la loro presenza, a volte, nel giro di pochi anni o al massimo di qualche decennio.
Se le avanguardie storiche d'inizio Novecento sono state tutte caratterizzate da una volontà di rottura con il passato e da una forte carica di rinnovamento, tutto il secolo, in realtà, è stato attraversato da un clima di sperimentazione continua. Stravolto da due guerre mondiali, segnato da sostanziali mutamenti del tessuto sociale e produttivo (dalla rivoluzione industriale al post-fordismo, dalla società di classi alla società dei consumi, dalla cultura elitaria alla società mediatica), il Novecento ha costituito un terreno fertilissimo per la nascita e l'affermazione di nuovi linguaggi e per il successo di nuove arti (quali ad esempio la fotografia e la cinematografia) che hanno contribuito alle attuali tendenze artistiche nell'era delle tecnologie digitali.
Dai collage cubisti al dripping dell'action painting, dalle performance e dagli happening degli Anni '60 e '70 che si basano sull'improvvisazione e sul coinvolgimento del pubblico, fino alla video art e alla net art, le forme artistiche sono sempre meno interessate a rappresentare la realtà, perché impegnate in una riflessione dell'arte su se stessa e sulla validità dell'esperienza estetica o tese a comunicare esperienze emotive, creando interrelazioni con gli altri rami della cultura: le scienze, la filosofia, la letteratura, il teatro, la musica, il cinema, l'architettura, l'informatica e le potenzialità del web.
Chiedendo al fruitore dell'opera di partecipare attivamente alla significazione del fare artistico, l'arte, più che dare delle risposte, propone delle domande, lasciando il senso di quanto proposto alla libera, e a volte diversa, interpretazione del pubblico e dei critici.

Parole chiave: avanguardie storiche, espressionismo, fauves, astrattismo, cubismo, futurismo, cubofuturismo, suprematismo, costruttivismo, metafisica, dadaismo, surrealismo, “arte degenerata”, realismo socialista, manifesti, happening, performance, informale, arte povera, polimaterismo, situazionismo, società dello spettacolo, pop art, arte minimale, arte concettuale, land art, Fluxus, body art, spazialismo, arte cinetica, op art, Transavanguardia, video arte, net art, teatro d'avanguardia, musica concreta, civiltà delle immagini, pubblicità, fotografia, cinema, fumetti, tevisione, visione 3D, museografia, restauro, catalogazione, protezione dei patrimoni artistici, promozione dell'arte contemporanea, musei, gallerie, centri espositivi, fiere e mostre internazionali, Biennale/Biennali, Documenta, Manifesta.

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