È ancora fotografia? Le immagini al tempo del web e dei social

Notizie - Comunicati stampa

Giornata di studio sulla fotografia contemporanea
Auditorium Museo M9
Via Pascoli 11, Venezia Mestre
sabato 25 maggio ore 10 – 18

Venezia, 16 aprile- Ha ancora senso parlare di fotografia al tempo del web e dei social? Che ruolo hanno le immagini in un mondo in cui sembra non esistere più confine fra ciò che appare e ciò che è? Quale sforzo creativo e tecnologico è richiesto a quanti, oggi, considerano la fotografia come il proprio principale linguaggio? Sono alcune delle domande a cui cercherà di rispondere la giornata di studio sulla fotografia contemporanea dal titolo È ancora fotografia? Le immagini al tempo del web e dei social, in programma sabato 25 maggio nell’Auditorium del Museo M9, in via Pascoli a Mestre, dalle ore 10.00 alle ore 18.00.
La giornata, promossa e organizzata dalla Fondazione di Venezia e dalla Fondazione M9 – Museo del ‘900, è curata da Denis Curti, direttore artistico della casa dei Tre Oci, e vedrà riuniti a Mestre alcuni dei maggiori esperti di fotografia, comunicazione e social media, oltre a scrittori, giornalisti, storici e sociologi.
Due le sessioni in programma. La prima, affidata al coordinamento di Denis Curti, avrà come titolo «Dai Sali d’argento ai pixel: vere e immaginarie rivoluzioni della fotografia” e vedrà l’intervento di Cristina Baldacci, docente dell’Università Ca’ Foscari, sul tema «Reimparare a vedere: le “immagini visibili” della realtà virtuale», di Giovanni Pelloso, sociologo e docente di linguaggi della pubblicità all’Università IULM di Milano, che interverrà su «La fotografia come definizione del sé e le sue implicazioni nel contemporaneo», di Enrico Ratto, fondatore del blog Maledetti Fotografi, con una relazione su «Dove cercare la fotografia di domani», e di Anna Acquistapace, dell’agenzia Luz Photo, con un intervento dal titolo «Chi si fiderà di noi?».
La sessione del pomeriggio, con inizio alle ore 15.00, sarà coordinata dal giornalista Michele Smargiassi e sarà caratterizzata dalle relazioni di Anna Fici, docente dell’Università di Palermo, su «Nella giostra della social photography», di André Gunthert, della École des hautes études en sciences sociales di Parigi, che interverrà sul tema «La visibilità degli anonimi», di Attilio Lauria della Fiaf (Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche), che si chiederà «Chi ha paura dell’Homo Instagram?», di Ilaria Barbotti, autrice del volume “Instagram marketing”, impegnata ad analizzare la fotografia nei social media ed in particolare Instragram, per comprenderne l’evoluzione e il trend seguito, insieme all’etica nelle nuove professioni visive digitali, ed infine di Stefano Mirti, esperto di social media e interaction design, con un intervento dal titolo «The community is the message. La grande mostra al tempo di Instagram. Antecedenti, riferimenti, esempi, avvertenze, modalità d’uso. Come venirne a capo senza farsi (troppo) male».
I contributi dei relatori permetteranno di analizzare ed approfondire i cambiamenti epocali che soprattutto la storia più recente ha imposto alla fotografia. In particolare il passaggio dall’analogico al digitale è stato l’occasione per riscrivere un nuovo vocabolario visivo e progettuale, all’interno del quale la ricchezza, la creatività e l’intelligenza presenti nel web si rivelano sempre più spesso motore di spinte fortemente innovative. Oggi le fotografie si muovono. Alcune si animano sul display, altre cambiano contenuto e forma. Ma sono ancora fotografie? E se non lo sono, cosa sono e che senso hanno nella comunicazione visiva del nostro presente e, ancor più, del prossimo futuro? Di certo nell’era della simultaneità e dell’immediata riproducibilità la fotografia non è più quella cosa che per un secolo e mezzo la parola ha significato, e chi si occupa di progettazione culturale e artistica chiede oggi nuove chiavi di lettura per poterla meglio ri-comprendere e ri-valutare. Una necessità di confronto e di approfondimento che questa giornata di studio si propone di stimolare e di arricchire, senza la pretesa di dare risposte assolute, ma con l’ambizione di contribuire a sciogliere almeno in parte i nodi cruciali.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni e iscrizioni: tel. 041-2201233, email: a.gini@fondazionedivenezia.org

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