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In questa potete trovare le notizie che riguardano la Fondazione di Venezia: attività, incontri, appuntamenti.
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In questa potete trovare le notizie che riguardano la Fondazione di Venezia: attività, incontri, appuntamenti.
Venerdì 17 maggio, alle 9.30, nell'ambito del sesto "Festival del Fundraising" (Grand Hotel Terme Castrocaro) il consigliere d'amministrazione della Fondazione di Venezia Massimo Lanza sarà relatore in una delle sessioni formative, quella dedicata a "Oltre la crisi: i nuovi traguardi della filantropia". Qual è l’approccio della filantropia? Quali sono le strategie che gli enti di erogazione perseguono per valorizzare al meglio le proprie risorse? Nicola Corti, Pier Mario Vello, Maria Cristina Cedrini e Massimo Lanza analizzano le diverse logiche che guidano l’operatività degli enti di erogazione con il fine di aiutare i fundraiser a sviluppare un approccio coerente sotto vari aspetti: con gli obiettivi operativi, con la cultura e la finalità di fondo che contraddistinguono l'ente di erogazione.
Nelle sue molteplici forme la cultura è un capitale dal valore inestimabile che può produrre reddito e occupazione. Questo è ancor più vero in un luogo come Venezia dove la numerosa presenza di istituzioni, università e fondazioni crea un importante polo professionale e una realtà insostituibile nel mondo del lavoro. Per discutere su come si debba fare cultura oggi, sono stati invitati all’Ateneo Veneto venerdì 10 maggio 2013(Aula Magna, inizio ore 9.30) il maggior numero possibile di soggetti attivi nel territorio, in un convegno dal titolo “La fabbrica della cultura”organizzato assieme alla Camera di Commercio e con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari. Tra i partecipanti rappresentanti della Biennale e della Fenice, di Confindustria e del Casinò, della Fondazione di Venezia e dei Musei Civici oltre ad associazioni e organizzazioni che operano a Venezia.
www.ateneoveneto.org
Giovedì 9 maggio alle 18 nel nuovo spazio M9 in via Poerio 34, la Fondazione Gianni Pellicani presenta il volume “Giorgio Napolitano. I discorsi veneziani” curato da Nicola Pellicani ed edito da Marsilio. Intervengono Massimo Cacciari, Cesare De Michelis, Giuliano Segre e Giuseppe Zaccaria. Con un saluto del Sindaco Giorgio Orsoni. Il volume raccoglie tutti i discorsi pronunciati dal Presidente nelle occasioni in cui è stato ospite della Fondazione, a partire da “Le nuove mappe della politica in Italia e in Europa” del 6 settembre 2012 in occasione del Festival della Politica a Mestre, oltre al discorso pronunciato il 18 settembre 2008 a Palazzo Ducale in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario della Costituzione. La pubblicazione si completa poi con i due brevi discorsi tenuti all’inaugurazione della Fondazione, il 27 marzo 2007 e all’intitolazione a Gianni Pellicani della piazzetta sotto la Torre Civica di Mestre. L’appendice è dedicata all’Unione Europea, con la Lecture Willy Brandt che Napolitano ha tenuto il 1° marzo a Berlino e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Il Consiglio Generale della Fondazione di Venezia nella sua seduta di venerdì 19 aprile ha approvato il Bilancio consuntivo 2012. Nella stessa occasione è stata nominata in Consiglio Generale, per cooptazione, la giornalista veneziana Alessandra Carini.
Pur in presenza di un anno segnato ancora dalla crisi economico – finanziaria, la Fondazione ha fatto registrare proventi per oltre 14,5 milioni di euro, con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente; i costi di funzionamento, per effetto di una’attenta attività di revisione e contenimento degli stessi, si sono ridotti di oltre il 12% rispetto al consuntivo 2011 attestandosi a circa 3,6 milioni di euro. Per effetto di tali variazioni e, al netto di ammortamenti, accantonamenti, imposte e tasse, svalutazioni sul capitale circolante e componenti straordinarie, l’avanzo dell’esercizio risulta essere pari a 6,4 milioni rispetto ai soli 1,5 milioni di euro del 2011.
Una delle operazioni che ha dato i migliori frutti è quella legata alla Cassa Depositi e Prestiti. Si tratta di un investimento attuato nel 2003, quando Venezia investì 25 milioni di euro. In questi anni la Fondazione ha ricevuto come dividendi un po’ più della cifra investita. Oggi però la partecipazione, trasformata da azioni privilegiate ad azioni ordinarie, vale circa 60 milioni di euro.
Nell’esercizio appena concluso l’attività fondazionale si è realizzata anche attraverso erogazioni per circa 2,67 milioni di euro ai quali devono essere sommati gli apporti a sostegno delle società strumentali della Fondazione per 1,4 milioni di euro da cui un ammontare complessivo di risorse destinate al territorio e alla progettualità interna ed esterna di oltre 4 milioni di euro.
Il bilancio è stato approvato con due voti contrari.
«E’ un buon bilancio – commenta il presidente della Fondazione di Venezia Giuliano Segre – certamente il migliore negli ultimi anni dopo la crisi del 2007-2008, e che si apre alla città in modo positivo: ormai è pronto il bando per la costruzione del museo M9 e i primi segni di rinnovamento sul posto già si vedono. Per non dimenticare l’appoggio prodotto nell’anno in corso, quando è apparsa la questione della città metropolitana. Venezia Metropoli per noi è un dato acquisito e ora, con la ripresa dell’attività politica, riprenderemo il percorso elaborativo (nasce all’interno di questo la nuova collaborazione che si è instaurata tra il Comune e la Fondazione Venezia 2000), che avevamo incominciato con il rapporto OCSE da noi promosso e reso pubblico nel 2010.
Altro settore importante di intervento che nasce nel 2012 e che avrà sviluppi importanti è quello della collaborazione esclusiva con la Fondazione Teatro La Fenice, con attività articolate sul territorio, mentre prosegue con profitto e successo di pubblico e critica l’attività espositiva, legata alla fotografia, alla Casa dei Tre Oci. La Fondazione continuerà la sua attività di facilitatore di attività altrui, di valorizzatore di attività in partnership e, soprattutto, di attuatore di attività proprie».
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Fondazione di Venezia siglano un protocollo d’intesa per la promozione e valorizzazione di M9. La firma è avvenuta qualche giorno fa a Roma, tra il ministro Lorenzo Ornaghi e il presidente della Fondazione Giuliano Segre. Al centro dell’accordo – uno dei pochissimi sottoscritti dal Ministero con una Fondazione di origine bancaria, e stipulato ai sensi del codice dei beni culturali (d.lgs. 42/2004) – c’è l’obiettivo di intraprendere “interventi ed attività di valorizzazione a beneficio di una fra le principali realtà museali del futuro in Italia”. Nel protocollo d’intesa, Ministero e Fondazione ritengono opportuno “dare valenza strategica all’insieme delle iniziative di valorizzazione che si intenderà intraprendere” da entrambe le parti, “finalizzate all’attività di promozione della conoscenza del progetto M9 – Museo del Novecento sull’intero territorio nazionale”.
È stata individuata nel Segretariato Generale del Ministero la struttura organizzativa di coordinamento di tutte le attività. La Fondazione sta organizzando la propria modalità di controparte, coinvolgendo anche la società strumentale Polymnia. Proprio ieri, il Segretario Generale del Mibac, l’arch. Antonia Pasqua Recchia – è stata ospite della Fondazione per un aggiornamento sull’iter realizzativo di M9.
Tra gli obiettivi del protocollo d’intesa, la realizzazione di percorsi turistici e itinerari di visita cittadini e regionali su M9; la realizzazione di strumenti di conoscenza, di documentazione su M9, compresi quelli che riguardano le attività di restauro sia del patrimonio architettonico che storico-artistico; la promozione di attività formative e scambi di esperienze, la produrre di materiali e sussidi a carattere divulgativo.
La parte museale del progetto M9 seguirà gli standard di qualità previsti internazionalmente e ripresi dal Mibac in un Atto di indirizzo del 2001. Naturalmente questi standard saranno adattati allo specifico intervento multimediale previsto per il Museo M9.
«Al di là del contenuto del protocollo d’intesa – commenta Segre – che prevede una costante collaborazione con il Ministero, sottoposta a periodiche verifiche, e che si snoderà attraverso la stipula di specifiche intese operative, ritengo importante il riconoscimento del Mibac. Per noi M9 ha una duplice valenza: costituisce innanzitutto un esempio di rigenerazione del tessuto urbano di Mestre, la restituzione alla città di un’area centrale e preclusa per troppo tempo alla pubblica fruizione. Ed esso diventerà il centro di una serie di iniziative culturali che riguarderanno non solo l’arte e la storia del ‘900 ma anche la creatività contemporanea. Proprio questa attività generale di intervento su uno spazio finora escluso dalla vita cittadina è stata particolarmente apprezzata dal Ministro dei beni culturali, ragionando sul fatto che una singola opera ha molto maggiore impatto se coinvolge lo spazio urbano circostante”.
In questo senso Segre ha anche illustrato al ministro Ornaghi la partecipazione del progetto M9 al Piano Città che è stato recentemente approvato dagli uffici del Ministero delle infrastrutture sotto il coordinamento del viceministro Ciaccia.
«Abbiamo in diverse occasioni collaborato con il Ministero – conclude Segre - che ben conosce il progetto M9 quasi a partire dal suo concepimento. Abbiamo oggi in corso un finanziamento ARCUS (la Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo del Ministero) sulla parte informatica. Ciò ci ha consentito un rapporto operativo con il CERN di Ginevra, dal quale abbiamo ottenuto l’utilizzo di un loro particolare contenitore digitale. La nostra società strumentale Nesting lo sta elaborando per la memorizzazione applicata ai beni culturali, e diventerà la base tecnologica di M9».