Venezia, 31 ottobre 2025 – Nel corso della seduta odierna è stato approvato dal Consiglio Generale della Fondazione di Venezia il Documento Programmatico Previsionale (DPP) per l’esercizio 2026.
Nel nuovo anno il documento prevede erogazioni per 5,5 milioni di euro. Di questi, 5,281 milioni (con un aumento di 181.000 euro rispetto al DPP 2025, derivato dal miglioramento del risultato gestionale su M9) sono destinati all’area metropolitana di Venezia, mentre la cifra residua è riservata ad accantonamenti previsti per legge a sostegno del volontariato e al fondo di Acri per le iniziative comuni di rilievo nazionale. Ai cosiddetti “Settori rilevanti” va la parte più consistente dello stanziamento, per un totale di 4,35 milioni di euro. Nello specifico, 2,474 milioni vanno al settore Arte, attività e beni culturali. Poco sopra 1,1 milioni di euro è invece la destinazione per il settore Educazione, istruzione e formazione, mentre 756 mila euro vanno al terzo settore rilevante adottato dalla Fondazione, ossia quello legato a volontariato, filantropia e beneficenza, su cui viene convogliato l’aumento erogativo del DPP 2026. Si articola, poi, in maniera più strutturata e sempre più attenta ai bisogni della famiglia e della sostenibilità la quota destinata ai cosiddetti “Altri settori”, per un totale di 932 mila euro. In questo ambito confluiscono in particolare le destinazioni a “Sviluppo locale/promozione dello sviluppo economico della comunità locale” (354 mila euro), a “Famiglia e valori connessi” (260 mila euro) e a “Protezione e qualità ambientale” (33 mila euro). In questo capitolo rientra anche l’investimento per “Ricerca scientifica e tecnologica” (285 mila euro).
Per quanto riguarda la gestione del patrimonio, nel documento viene confermato l’impegno a procedere nel solco della diversificazione degli investimenti, confermandone l’adesione ai criteri E.S.G. di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. I ricavi previsti dal DPP sono stimati in 17,6 milioni di euro (un milione in più rispetto al DPP 2025), mentre l’avanzo di esercizio è stato quantificato in circa 8 milioni milioni di euro (7,95), con una quota parte di poco superiore ai 6 milioni a copertura delle erogazioni dell’esercizio 2027 e a integrazione del fondo di stabilizzazione.
Relativamente all’attività istituzionale della Fondazione, con il DPP 2026 viene data continuità alle tre macro-aree che guidano le linee d’azione della Fondazione, ossia Arte e Cultura; Formazione-Innovazione e Impegno Sociale; Ricerca e Innovazione.
In relazione alla prima macro-area, le linee di indirizzo prevedono la progettazione di iniziative destinare a supportare il settore museale, l’archivistica e la valorizzazione del patrimonio culturale, storico e artistico anche mediante il rafforzamento di partenariati forti. In programma poi il recupero della memoria territoriale anche attraverso partnership con soggetti impegnati nella ricostruzione per immagini della storia recente e con il coinvolgimento del Museo M9. Sono inoltre confermati interventi e attività in grado di favorire la relazione fra cultura, lavoro e impresa con l’obiettivo di sostenere giovani talenti nel territorio di riferimento e concreti percorsi professionali. Mantenuta anche la promozione di nuove forme di socialità attraverso lo sviluppo di progetti dedicati ad arti performative, teatro e musica, mentre si prevede una sempre più strutturata valorizzazione di Palazzo Flangini e del patrimonio artistico della Fondazione.
In relazione alla seconda macro-area, il documento evidenzia l’impegno a sviluppare interventi di supporto alla comunità e di attivazione di servizi di rilievo sociale, con il coinvolgimento attivo dell’associazionismo territoriale e del Centro Servizi per il Volontariato (CSV). Le linee di indirizzo confermano poi la volontà di rafforzare e sostenere la funzione educativa della scuola e di altre istituzioni, favorendo la creazione di opportunità e spazi per i più giovani. Prosegue anche l’impegno per la crescita della cosiddetta “comunità educante”, in particolare svolgendo un’azione di coordinamento e di amplificazione del lavoro svolto da molte realtà già operative sul territorio. Sempre in relazione al territorio metropolitano vasto, sono anche previste la programmazione e la realizzazione di interventi con il partenariato strategico delle Fondazioni di Comunità.
In relazione alla terza macro-area, il documento dà continuità ai partenariati strategici con le Università, le associazioni di categoria imprenditoriali (Confindustria, Confartigianato, CNA, CCIAA, etc) e i soggetti pubblici e privati interessati a condividere le azioni della Fondazione. Soprattutto in relazione ai rapporti con le Università, si intende favorire la valorizzazione degli interventi strategici di terza missione efficaci in funzione della valorizzazione dell’impegno della Fondazione a favore della ricerca e della promozione dei migliori talenti. Il DPP prevede anche di approfondire la conoscenza del territorio e di indagarne le problematiche di sviluppo per formulare proposte strutturale per un futuro sostenibile. Confermato poi il rafforzamento delle azioni e dei progetti finalizzati a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030.
Il DPP 2026 conferma anche il sostegno della Fondazione di Venezia a M9 – Museo del ‘900 nel suo percorso di progressiva autosostenibilità.
“Il nuovo DPP – sottolinea Vincenzo Marinese, Presidente della Fondazione di Venezia – è la conferma di una continuità d’azione che per il 2026 vede aumentare la nostra capacità erogativa grazie ad una sempre più efficace gestione di M9. Le nuove risorse verranno destinate interamente al sostegno delle famiglie e alle iniziative di natura sociale, a dimostrazione che il legame cultura e solidarietà è un intreccio ineludibile: come abbiamo sempre detto, efficientare il Museo significa direttamente investire sul territorio.”
Nel corso della stessa seduta, il Consiglio Generale ha eletto quale proprio nuovo vicepresidente Paolo Roberto Risotti. Risotti sostituisce Angelo Tabaro, giunto a naturale conclusione di mandato. È stato inoltre confermato come membro dell’Assemblea Benno Albrecht, su designazione dell’Università Iuav di Venezia. Il Consiglio, presieduto da Vincenzo Marinese, risulta pertanto così composto: Paolo Roberto Risotti, vicepresidente, Benno Albrecht, Emanuela Bassetti, Maurizio Carlin, Fabrizio Giri, Tiziana Lippiello, Agnese Lunardelli, Paola Marini, Andrea Martin, Gianpiero Menegazzo, Anna Saetta, Stefano Scalettaris, Massimo Zanon.
NOTE BIOGRAFICHE PAOLO ROBERTO RISOTTI
Paolo Roberto Risotti è nato a Venezia il 25 settembre 1960. Dopo la maturità classica si laurea in Giurisprudenza a pieni voti presso l’Università degli Studi di Milano e perfeziona il suo percorso seguendo il corso di formazione per Arbitri della Camera di Commercio Svizzera in Italia, con sede a Milano. È iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano dal 1991 e all’Albo dei Cassazionisti di Roma dal 2003. Già consulente legale dell’associazione ASSOCOND-CONAFI dal 1991 e membro della Camera Minorile di Milano dal 2014, è titolare dello Studio legale Risotti, fondato nel 1948 e con sede a Milano, ha maturato la propria esperienza professionale in diritto civile, diritto immobiliare, diritto penale internazionale e diritto minorile.
È autore di numerosi articoli in materia legale pubblicati su “Il Corriere della Sera”, “Il Sole 24Ore” e riviste giuridiche. È anche coautore del libro “Guida alla compravendita immobiliare” edito da Maggioli, nonché di diverse guide monografiche del “Il Sole24Ore” e del “Corriere della Sera”, pubblicate tra il 2019 e il 2025.
Dal 2018 è Consigliere Generale della Fondazione di Venezia.