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La “Città del Quadrilatero” come cuore del Nordest

Venezia, 30 ottobre 2025 – Il Veneto, il Nordest, l’Italia, l’Unione Europea hanno bisogno che attorno a Venezia si formi un ecosociosistema territoriale capace di attrarre le attività, più digitali che meccaniche, e trattenere i talenti protagonisti dello sviluppo nell’era dell’economia ad alta intensità di conoscenza. Parte da questa premessa il seminario di studi intitolato “La Città del Quadrilatero Cuore del Nordest. Dalla Città Metropolitana di Venezia alla Città Quadrimetropolitana Veneta”, nella consapevolezza che proprio in questa parte dell’Italia e dell’Europa ci sia la necessità e la possibilità di formare un nuovo aggregato urbano metropolitano, una nuova grande città “centroveneta” che renda competitivo l’intero Nordest nel lungo periodo.

Ospitato a Palazzo Flangini, sede della Fondazione di Venezia, il seminario ha riunito molti degli autori dei contributi destinati a confluire nel terzo ed ultimo rapporto su Venezia Civitas Metropolitana, il progetto di ricerca promosso dalla Fondazione di Venezia sotto la direzione ed il coordinamento del professor Paolo Costa.

Nello specifico, le diverse sessioni hanno accolto gli interventi dello stesso Paolo Costa, Rettore Emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Ennio Cascetta, Ordinario di Pianificazione dei Trasporti e Presidente del Cluster Tecnologico Trasporti, Giovanni Acciaro, Direttore Tecnico Mobility NET Engineering, Corinna Nicosia, Urbanista dell’Università IUAV di Venezia, Francesco De Bettin, Presidente di DBA Group e Adriana Vigneri, Giurista dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Venezia, Padova, Treviso e Castelfranco Veneto sono i punti cardinali di questa Città del Quadrilatero, ossia la “Città Quadrimetropolitana Veneta”, già definita Venezia Polis Metropolitana nel secondo rapporto del progetto. All’interno di quest’area, somma dei bacini di pendolarismo dei quattro poli principali e popolata da poco più di 1.700.00 abitanti, è definibile un’area più ristretta (59 comuni) servita dal quadrilatero centrale del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR) veneto. Quest’area, abitata da 1.300.000 persone, ha la fortuna di poter essere facilmente trasformabile in una “città dell’ora” entro il cui perimetro ogni abitante impiega un tempo massimo di 60 minuti di viaggio    per raggiungere le diverse funzioni essenziali (lavoro, formazione, servizi), contenuto entro 30-40 minuti con collegamenti tra le principali polarità. Se a questo si aggiunge una ipotesi di organizzazione  urbanistica “orientata al trasporto” che addensa i nuovi insediamenti sui nodi meglio serviti dal SFMR, abbiamo il quadro dei requisiti essenziali perché un sistema urbano multicentrico come la Città del Quadrilatero Metropolitano Veneto produca gli effetti di scala di una città compatta della stessa dimensione demografica, ossia gli effetti di scala capaci di attrarre attività innovative e trattenere i talenti protagonisti dell’ economia ad alta intensità di conoscenza.

Il seminario ha messo in luce i punti di forza di questa grande città centro-veneta, a partire dalla mobilità intrametropolitana garantita proprio dal SFMR e dal Passante di Mestre, infrastrutture di trasporto esistenti, ma che non hanno ancora espresso al meglio le loro potenzialità nella mediazione tra densità produttiva e multicentrismo residenziale.

Per dare poi la possibilità a quella che il seminario ha battezzato come la Città Quadrimetropolitana Veneta di attrarre imprese innovative e risorse umane qualificate è necessario che il sistema urbano “emergente” venga dotato, oltre che delle infrastrutture di trasporto, di quelle, oggi altrettanto cruciali, digitali, energetiche ed ecologiche. Nel Seminario si è mostrato come la Città del Quadrilatero possa essere articolata in quattro poli tecnologici capaci di chiudere localmente i cicli di materia, energia e informazione con data center alimentati da energia locale.

Fondamentale è anche il ruolo che possono e potranno svolgere le Università. Proprio da lì, infatti, deve arrivare il fondamentale apporto di risorse umane di talento che devono puntare a rendere quest’area anche una “città della conoscenza”.

La trasformazione della Città del Quadrilatero nel distretto veneto dell’economia e della conoscenza  può non dimostrarsi puro auspicio, perché essa può contare su di un’altra risorsa eccezionale, ossia la ”infrastruttura giuridica” della Città metropolitana di Venezia definita per legge che – anche a legislazione vigente – può rappresentare lo strumento che avvia il  percorso verso un protagonismo territoriale della Città del Quadrilatero fatto di autocoscienza, autorappresentazione e, alla fine, di autogoverno.

“Il Nordest può avere nell’organismo metropolitano organizzabile attorno alla Città del Quadrilatero il protagonista della crescita di quella economia della conoscenza che dovrà sostituire quella parte della manifattura progressivamente meno competitiva e prevalere sul pur vincente turismo per evitare ai nostri figli di cadere nella trappola del cosiddetto lavoro povero”, ha affermato Paolo Costa, coordinatore del progetto Venezia Civitas Metropolitana, chiudendo i lavori.

 

Comunicato stampa seminario "La Città del Quadrilatero"