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Le “Corrispondenze” di De Pisis in M9

Secondo appuntamento con “Corrispondenze”, il progetto espositivo che, ogni mese, porta al terzo piano di M9 – Museo del ’900 un’opera d’arte della collezione di quadri della Fondazione di Venezia per farla dialogare con i capolavori della collezione personale di Sandro Pertini esposti all’interno della mostra “Pertini. L’arte della democrazia”.

Dopo il successo del primo appuntamento del ciclo, dedicato a Giuseppe Zigaina, il progetto prosegue dunque il suo cammino e lo fa con due dipinti di Filippo De Pisis in occasione del 130° anniversario della nascita dell’artista. In dialogo saranno in particolare il dipinto della Fondazione di Venezia “Natura morta con pesci” (1943 ca.) e il ritratto di “Anatole France” (1929), esposto in mostra. Un accostamento che rivela il cuore pulsante della poetica di De Pisis: quella “zampata” pittorica capace di catturare l’essenza dell’esistere in un istante fuggevole. Per l’artista non esiste infatti una reale gerarchia tra il volto umano e l’oggetto inanimato; entrambi sono intrisi della stessa malinconica vitalità. Nel ritratto, l’artista non cerca la somiglianza anatomica, ma la vibrazione psicologica, traducendo l’anima del modello in segni rapidi e nervosi. Allo stesso modo, nella natura morta, i pesci non sono semplici esercizi di stile, ma frammenti di vita che vibrano della stessa intensità di un respiro umano. Accostare queste due sponde della produzione di de Pisis significa così annullare la distanza tra soggetto e oggetto attraverso un “silenzio analogo”, quello di una materia pittorica che sembra sfaldarsi sulla tela lasciando ampi spazi vuoti che parlano di attesa e di solitudine.

L’integrazione dell’opera sarà presentata ufficialmente al pubblico mercoledì 13 maggio alle ore 17.00 dalla Direttrice di M9 Serena Bertolucci. “Celebrare de Pisis oggi attraverso questo binomio – sottolinea Bertolucci – significa riconoscere la sua forza nel fondere il ritratto e la natura morta in un unico canto cromatico che celebra la fragilità della bellezza. Sotto il pennello di un artista così amato anche da Pertini, ogni cosa è viva e ogni cosa ci somiglia, ricordandoci la forza del sentimento che lega l’uomo agli oggetti e al suo tempo”, dichiara la direttrice.

La “Natura morta con pesci” potrà essere ammirata al terzo piano del Museo dal 13 maggio fino al 14 giugno, quando il testimone passerà a Giulio Turcato e al suo astrattismo. In quel caso un dipinto “Senza titolo” della Fondazione di Venezia entrerà infatti in corrispondenza con la celebre opera “Asteroide” appartenuta alla collezione del Presidente.