Prosegue il percorso narrativo collaterale alla grande mostra “Pertini. L’arte della democrazia”, allestita al terzo piano di M9 – Museo del ’900. A partire da mercoledì 29 luglio, prende infatti il via il terzo e ultimo appuntamento di “Corrispondenze”, il progetto espositivo che pone in dialogo il patrimonio artistico della Fondazione di Venezia con i capolavori della collezione personale del Presidente.
L’ultima corrispondenza, visitabile fino al 13 settembre – giorno di chiusura della mostra – invita il pubblico a scoprire l’universo magnetico di Mario De Luigi, protagonista inquieto e innovativo dell’arte del Novecento e della scena veneziana. Come per i precedenti due appuntamenti, questo percorso, intitolato, si snoda attorno al confronto tra due opere dell’artista: da un lato “Decifrare gli amanti”, appartenente al celebre ciclo delle Fisiologiche e già presente in mostra tra le opere della collezione di Sandro Pertini; dall’altro il dipinto “G.S1.R.807”, espressione della tecnica del Grattage, proveniente dalla collezione di quadri della Fondazione di Venezia e giunta in mostra per l’occasione.
L’accostamento svela i meccanismi di una visione artistica capace di superare ogni confine tra pittura e spazio. Nelle Fisiologiche, la tela diventa un intreccio vibrante, dove il segno si fa trama e la forma si dissolve in una narrazione grafica densa di tensione vitale. Al contrario, con la tecnica del Grattage, De Luigi si trasforma in un vero e proprio archeologo del colore: agendo per sottrazione, l’artista scava nella materia per far emergere strati nascosti, rivelando ciò che vive sotto la superficie ed esaltandolo attraverso il magico e irripetibile incontro con la luce.
“Chiudere il ciclo di Corrispondenze portando in mostra l’indagine visiva di Mario De Luigi significa offrire ai visitatori una chiave di lettura per comprendere la modernità di un maestro che ha trasformato ogni gesto pittorico in una scoperta. Questo ultimo appuntamento è un’occasione preziosa per imparare a leggere le opere non come immagini statiche, ma come un complesso dialogo tra materia, spazio, luce e memoria”, ha commentato Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900.