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Donne di Quadri

Si chiama Donne di Quadri ed è il nuovo progetto voluto da Fondazione di Venezia e M9 per raccontare anche attraverso l’arte pittorica il Novecento, allargando, così, i registri della narrazione proposta nella mostra permanente del Museo.

Inserito in una cornice più ampia intitolata Intrecci nel ‘900, all’interno della quale si susseguiranno in un triennio pittura, arte vetraria e fotografia, Donne di Quadri è realizzato in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario e Confindustria Veneto Est e ha come filo conduttore l’universo femminile, protagonista di un percorso che collega ogni quadro alle singole sezioni del museo creando suggestivi parallelismi.

Aperto da Bambina di Felice Casorati, prima opera scelta far quelle che caratterizzano la collezione di dipinti della Fondazione di Venezia, l’iniziativa prosegue dal 10 maggio con La dosa di Alessandro Milesi. Si succederanno quindi, mese dopo mese, La Baruffa di Astolfo de Maria, Bagnante di Alessandro Pomi, Testa ipnotica di Alberto Martina, Tre Ragazze di Marco Novati, Foglie cadenti di Cesare Laurenti, Nonna di Umberto Boccioni.

“Donne di Quadri – sottolinea Giovanni Dell’Olivo, Direttore Generale della Fondazione di Venezia – costituisce una nuova ed affascinante occasione di progettualità condivisa fra la Fondazione di Venezia e il Museo M9. Si tratta infatti di un’iniziativa che porta all’interno dell’esposizione permanente alcune delle più rappresentative espressioni della collezione di dipinti della Fondazione, caratterizzata da importanti opere di quello stesso Novecento che M9 racconta. Attraverso la collezione si riesce così, in questo progetto che ha le donne e la femminilità come tratto distintivo, ad ampliare la rappresentazione dei linguaggi del ‘900, aggiungendo l’arte pittorica alla tessitura della narrazione proposta nelle diverse sezioni del Museo.”

“La mostra permanente di M9 ha il grande dono di rendere vivo e palpabile, usando molti linguaggi diversi, un secolo con le sue bellezze e i suoi abissi. – dichiara Serena Bertolucci, Direttore di M9 – Museo del ’900 – Poter aggiungere anche il linguaggio dell’arte, con una serie di dipinti straordinari, è un privilegio che renderà la narrazione ancora più interessante e aiuterà la riscoperta del grande patrimonio di memorie che è M9. Il digitale e l’analogico messi in dialogo, saranno l’uno il sostegno dell’altro, per moltiplicare riflessione, scoperta e interesse. Il tema prescelto per questa prima edizione è la donna, per sottolineare come questa presenza sia tanto vitale quanto, purtroppo, per lungo tempo trascurata nelle grandi e piccole vicende della Storia di tutti”.

“Siamo orgogliose e felici di collaborare ad un progetto così ricco di bellezza e significati, e che ben si sposa con il nostro obiettivo di sostenere le donne, valorizzandone merito e talento, e sensibilizzando l’opinione pubblica sul tema della pari opportunità. Ad aprire questo percorso di arte e ispirazione è la “Bambina” di Felice Casorati: opera che rappresenta con grande efficacia lo slancio ideale della Fondazione Marisa Bellisario, e della manager Marisa Bellisario, prima donna alla guida di un’azienda pubblica italiana, che ha compiuto scelte coraggiose e lungimiranti e avviato importanti progetti innovativi, pur mantenendo sempre uno sguardo curioso, come una bambina, sulla società e i suoi cambiamenti. Perché è proprio dalla curiosità che nasce l’innovazione.” – afferma Carlotta Vazzoler, Delegata Fondazione Marisa Bellisario Venezia.

L’esposizione è sostenuta da Studio Associato Campagnolo & Pizzini Dottori Commercialisti, Magnabosco Industrie e Gruppo Novello, con la partnership della Camera di Commercio Venezia e Rovigo.