Fondazione di Venezia, presentata la ricerca “Venezia Civitas Metropolitana. Il futuro di Venezia e della sua area Metropolitana”

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Venezia, 17 luglio - Una Venezia polimorfica, con una base economica in radicale trasformazione dipendente dall’incremento di attività legate all’attrattore turistico costituito dall’ urbs “storica e lagunare” ma con ricadute economiche importanti su tutta la “Venezia metropolitana” –un’area metropolitana che comprende le aree urbane funzionali di Padova, Treviso e Venezia—alla cui crescita contribuiscono a Padova, Mestre e Treviso, terziario non turistico, manifattura e pubblica amministrazione. E’ quella che emerge dai primi risultati della ricerca “Venezia Civitas Metropolitana. Il futuro di Venezia e della sua area metropolitana”, voluta e realizzata dalla Fondazione di Venezia in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia, Università IUAV di Venezia, Fondazione Cariparo e Airbnb Italia, presentata, questa mattina, nell’Auditorium M9, da Paolo Costa, consigliere generale della Fondazione di Venezia che ha diretto e coordinato il progetto di ricerca.
La ricerca, di durata triennale (2018-21), osserva, studia e studierà in maniera sistematica i cambiamenti che hanno interessato e continuano ad interessare la città dal 1951 ad oggi con la duplice finalità di creare una banca dati socio-economici e territoriali su Venezia e allo stesso tempo fornire elementi conoscitivi utili all’esplorazione degli scenari futuri, anche alternativi, di sviluppo della Civitas.
I risultati della ricerca verranno raccolti in un “Rapporto su Venezia Civitas Metropilitana” disponibile da settembre 2019 con un focus, nella prima edizione, sull’economia turistica. Obiettivo della Fondazione è proseguire l’attività di ricerca per produrre, con cadenza annuale il “Rapporto” quale strumento sistematico di analisi del contesto e dei rapporti socio –economici relativi a Venezia e alla sua area Metropolitana. La seconda edizione sarà dedicata alle produzioni materiali –manifatturiere e logisitche- della Civitas Metropolitana; la terza edizione focalizzerà l’attenzione sulle produzioni immateriali della stessa.
Dalla ricerca emerge una Venezia che si manifesta in quattro forme e dimensioni diverse di città, la Venezia funzionale, ovvero il sistema urbano giornaliero definito dal pendolarismo casa - lavoro, quella metropolitana identificata con il nodo intermodale di rango europeo della PaTreVe, quella storica coincidente con le 118 isole della definizione del sito Unesco Venezia e quella lagunare costituita dalla Venezia storica con le sue acque lagunari, e che, in funzione di queste diverse declinazioni, porta a risultati importanti. A partire dal quinto posto nel ranking delle città metropolitane italiane raggiunto dalla Venezia metropolitana (data dall’unione con le aree urbane funzionali di Padova e Treviso per una popolazione residente di un milione e mezzo di abitanti), dopo Roma, Milano, Napoli e Torino. Senza dimenticare la dimensione di grande città dell’Unione Europea (in tutto 828 contesti urbani) raggiunta dalla Venezia cosiddetta funzionale, la città giornaliera dove la Civitas Veneziana vive e che ha confini del tutto inediti, costituiti dai comuni di Venezia, Mogliano Veneto, Campagna Lupia, Camponogara, Chioggia, Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mirano, Quarto d’Altino, Salzano, Scorzè, Spinea, Cavallino- Treporti che non coincidono con quelli della Città metropolitana di Venezia definita per legge
La dimensione strategica internazionale emerge nella ricerca anche attraverso il posizionamento di Venezia metropolitana fra gli 88 nodi europei di crescita metropolitana (MEGA – Metropolitan European Growth Areas). In particolare l’area della cosiddetta Patreve si rivela come il solo nodo capace di colmare l’assenza di un motore di crescita metropolitana sull’asse ovest-est fra Milano e Lubiana e su quello nord-sud fra Monaco di Baviera e Bologna.
Lo studio, coordinato dal prof. Costa, rivela anche come la Venezia storica, sia la sola parte di città percepita dal resto del mondo come Venezia. È la città che lo stereotipo indica come morente. In realtà è quella parte di urbs che si sta trasformando da città compiuta ad attrattore turistico di eccellenza mondiale. A confermarlo è l’andamento dei settori manifatturiero, dei servizi non turistici e dei servizi turistici dal 1951 al 2011. Se il manifatturiero è crollato nella Venezia storica –come in ogni centro metropolitano in ogni parte del mondo -passando dal 22 al 10 % (e dal 47% al 16 per cento nella Venezia lagunare, ossia nel Comune di Venezia), e il settore dei servizi non turistici è sceso dal 53 al 32 % nella Venezia storica, ma è salito dal 30 al 45% nella Venezia lagunare, il settore legato ai servizi turistici è cresciuto dal 6 al 21 % nella Venezia storica e dal 6 al 12% nella Venezia lagunare. In crescita in entrambe le dimensioni anche la presenza dei servizi legati alla pubblica amministrazione, che passa nella città storica dal 19 al 37 % e nell’intero Comune dal 18 al 28%.
La Venezia storica si conferma un attrattore per il turismo internazionale con ricadute economiche sulla Venezia metropolitana. Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia, infatti, il valore economico del turismo “esportato” dalla Venezia Civitas Metropolitana è di 3 miliardi di euro all’anno (il 9% delle esportazioni turistiche italiane) . Lo sviluppo turistico nell’attrattore Venezia storica produce come già noto un eccesso di turismo pendolare con flussi al cui controllo si sta dedicando il Comune di Venezia. Il fenomeno nuovo è oggi costituito dal boom dell’affittanza turistica che nella Venezia storica è passato dal 5 al 15% dal 2011 al 2017 (di cui il 13% riferibili ad Airbnb), e che con ritmi altrettanto sostenuti sta investendo il patrimonio edilizio residenziale della terraferma veneziana ma anche padovana e trevigiana. Un fenomeno che, secondo la ricerca, è facilitato dalle piattaforme turistiche on line, come Airbnb, ma è frutto di una scelta di destinazione del patrimonio abitativo da parte dei veneziani, il cui lato positivo è quello di aver rimesso in valore case sfitte e riattivato il commercio di vicinato, ma che, se non controllato, può costituire un ulteriore fattore di contrazione dei residenti in Venezia storica.
“Venezia si trova si trova oggi di fronte a radicali trasformazioni sociali, economiche e territoriali –afferma Giampietro Brunello, presidente della Fondazione di Venezia introducendo la presentazione della ricerca - La Fondazione ha voluto fortemente, attraverso questa ricerca, sottoporre a osservazione, studio e documentazione sistematica questi cambiamenti per dar un contributo rigoroso alla comprensione delle tendenze in atto e di quelle future di Venezia e della sua area metropolitana. La ricerca coordinata dal prof. Costa fornisce importanti chiavi di lettura su temi sensibili per il nostro territorio e vuole essere uno strumento al servizio dello sviluppo economico e sociale della comunità, in linea con la nostra mission. Lo studio da noi realizzato si tradurrà in un Rapporto su Venezia che, con cadenza annuale, offrirà a istituzioni e cittadini un’analisi dei rapporti socio economici e territoriali di Venezia metropolitana”.

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