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Foresta M9, gli alberi accolti dai Comuni veneti

Gli alberi che per due mesi hanno reso letteralmente vivo il terzo piano del Museo M9 con l’installazione “Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro” hanno messo definitivamente radici nei territori degli otto Comuni veneti che hanno aderito al progetto, garantendo continuità ad un messaggio improntato alla sostenibilità ambientale e alla cura consapevole della natura. L’ufficializzazione dell’impegno è avvenuta nel corso della cerimonia di donazione degli alberi ai rappresentati delle amministrazioni locali. Una cerimonia ospitata nell’Auditorium “Cesare De Michelis” del Museo M9, dove è stato possibile condividere non solo riflessioni e progetti futuri, ma anche concrete azioni di potenziamento e valorizzazione delle foreste e dei boschi di pianura che il Veneto sta sostenendo e facendo crescere.

I Comuni coinvolti sono, oltre a Venezia, Cessalto, Concordia Sagittaria, Padova, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Sandrigo e Treviso. In ciascuno di essi è andata una quota delle circa seicento specie arboree ospitate in M9, alberi ed arbusti di grande varietà, dalle querce ai carpini, dagli olmi campestri ai frassini, dai noccioli ai sambuchi, dai biancospini alle rose canine, solo per fare alcuni esempi, destinati ai territori dopo un’attenta analisi dei bisogni e delle caratteristiche delle aree di destinazione, con l’obiettivo di rinvigorire boschi di medie e grandi dimensioni già esistenti o di crearne di nuovi. Le quote più consistenti di piante hanno trovato dimora nei Comuni di Padova e della vicentina Sandrigo, che hanno ricevuto ciascuna un centinaio di alberi e arbusti. Più contenute e sostanzialmente equamente suddivise le piante destinate al Bosco di Mestre, all’Isola della Certosa di Venezia e agli altri Municipi veneti, mentre una trentina di piccoli esemplari è stata parallelamente consegnata ai cittadini e ai gruppi che hanno partecipato alla call lanciata dal Museo M9 ed intitolata “Il mio albero”. A proposito di partecipazione, l’installazione “Foresta M9”, inaugurata a marzo in pieno lockdown museale, ha generato, nonostante la chiusura di M9, un flusso di consenso e di partecipazione virtuale che è andata oltre ogni aspettativa. Sono state infatti 74 mila le persone raggiunte grazie ad una trentina di eventi trasmessi via social e capaci di interessare fasce estremamente differenziate di pubblico. Dai dj-set alle lezioni di yoga, dalle conferenze ai laboratori per i bambini, le proposte che hanno fatto da cornice ala foresta che cresceva comunque al terzo piano del Museo hanno confermato la volontà delle persone di entrare, per quanto virtualmente, in museo e di godere delle occasioni culturali e ricreative che venivano offerte loro.

Foresta M9 è stata realizzata con la collaborazione di Veneto Agricoltura e dei Vivai Guagno ed è stato il primo step di un percorso espositivo e culturale che continuerà ad avere nell’attenzione verso la natura e la sua tutela il proprio fulcro. Intanto cresce la foresta virtuale che sul tetto del Museo, grazie al potenziamento dei pannelli fotovoltaici, permetterà di ottenere, in termini di emissioni di CO2, gli stessi benefici generati da una foresta di oltre 15 mila alberi.