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Gianni Berengo Gardin, la mostra al Flangini si chiude all’insegna del successo

8.865 visitatori in quattro mesi di esposizione, con una media di oltre settanta presenze al giorno. Si chiude all’insegna del successo la mostra Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero, organizzata dalla Fondazione di Venezia nella propria sede a Palazzo Flangini, lungo il Canal Grande.

Curata da Denis Curti e realizzata in collaborazione con La Fondazione Le Stanze della Fotografia, l’esposizione ha avuto come cuore pulsante una serie di immagini che Berengo Gardin ha donato alla Fondazione e che sono ricomprese nel progetto “La più giocosa veduta del mondo”. Le foto, entrate a far parte della collezione fotografica dell’Ente e mai esposte fino ad ora, furono realizzate dall’autore dalla finestra da cui, cinque secoli prima, Pietro Aretino aveva osservato la città che si muoveva sul Canal Grande. Insieme a questo cuore, in mostra sono stati raccolti anche altri scatti, alcuni dei quali divenuti iconici, che racchiudono l’essenza dell’arte fotografica di Berengo Gardin.

Una mostra che si è proposta ai visitatori come un piccolo, ma affascinante cameo, in cui amanti della fotografia di ogni età e di ogni provenienza hanno potuto immergersi in suggestioni sospese nel tempo, in uno spazio segnato da angoli visuali tutt’altro che ordinari e scontati. Sullo sfondo le voci, i suoni e le immagini di “Gianni Berengo Gardin”, il film di Giampiero D’Angeli proiettato nella sala espositiva nel corso della mostra.

Una combinazione di suggestioni che i visitatori hanno dimostrato di apprezzare, come confermano gli oltre cinquecento pensieri e riflessioni fissati sul libro delle dediche messo a disposizione degli ospiti e scritte non solo in italiano, ma anche in francese, inglese e persino cinese, in un continuo flusso di presenze che ha portato a Palazzo Flangini tutt’Italia e buon parte del mondo. Berengo Gardin ha infatti attirato persone provenienti da Regno Unito, Ungheria, Olanda, Croazia, Giappone, Francia, Stati Uniti, Polonia, Finlandia e Germania. Moltissime le città italiane rappresentate: Volterra, Milano, Cormons, Bologna, Siena, Padova, Prato, Rimini, Vicenza, Carpi, Firenze, Treviso, Udine, Pistoia, Bolzano, Ferrara, Bergamo, Savona, Isernia, Verona, Modena, Belluno, Genova, Trento, Pisa, Brescia, Città di Castello, Roma, mentre fra le città straniere si trovano citate, fra le dediche, Budapest, Parigi, Louisville, Amsterdam, Varsavia, Fiume, Monaco di Baviera. Un mondo composito fatto di umanità, sensibilità ed emozioni diverse, e che il maestro del bianco e nero Gianni Berengo Gardin avrebbe certamente amato immortalare.