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Czech Glass, Quo Vadis?!

Palazzo Franchetti, sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, ha ospitato la cerimonia di assegnazione e premiazione di tre importanti riconoscimenti nell’ambito della quinta edizione del festival internazionale dedicato all’arte del vetro The Venice Glass Week: il Premio Glass in Venice, il Premio Fondazione di Venezia per The Venice Glass Week (prima edizione) e Autonoma Residency Prize (seconda edizione).

L’evento, moderata dall’architetto e autore veneziano Francesco da Mosto, ha preso il via con il conferimento ufficiale del prestigioso Premio Glass in Venice, organizzato dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e attribuito ad artisti e maestri del vetro che si siano particolarmente distinti con la loro opera lavorando nel grande solco della tradizione muranese, oppure, nel mondo, attraverso scuole e tecniche diverse. I premiati della nona edizione sono gli artisti Federica Marangoni, con l’assegnazione del premio alla carriera, e Mauro Bonaventura; le opere di entrambi sono visibili nella suggestiva cornice dell’atrio di Palazzo Loredan.

 

 

La prima edizione del Premio Fondazione di Venezia, consistente in un premio in denaro di 1.000 euro, è stata assegnata alla mostra Czech Glass, Quo Vadis?!, organizzata alla GAD – Giudecca Art District. Curata da Mária Gálová​, l’esposizione è aperta al pubblico fino al 3 ottobre 2021 e presenta le creazioni di dieci artisti cechi – Jaroslav Róna, Vladimira Klumpar, Zdeněk Lhotský, Martin Janecký, Petr Stanický, Klára Horáčková, Luba Bakičová, Michal Macků, Michaela Spružinová, Tomáš Krejčí – ognuno con un approccio diverso alla materia.

 

 

 

Fra le motivazioni alla base del conferimento del premio c’è l’originalità del progetto, presentato in occasione del festival The Venice Glass Week, che rappresenta egregiamente il mondo del vetro ceco contemporaneo, dal carattere profondamente scientifico.

 

 

La Giuria del Premio Fondazione di Venezia per The Venice Glass Week, composta da Jean Blanchaert (curatore e membro del Comitato Scientifico di The Venice Glass Week), Giovanna Palandri (Cancelliera dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e Presidente del Comitato Organizzatore di The Venice Glass Week), e Paola Marini (Consigliere Generale della Fondazione di Venezia) ha inoltre assegnato due Menzioni Speciali ad altrettanti progetti valutati particolarmente interessanti.

 

 

 

 

La prima è l’installazione di pesci in vetro From My little Pond side to the Grand Canal realizzati dall’artista giamaicano Hugh Findletar in collaborazione con il maestro Oscar Zanetti a Palazzo Contarini Polignac.

 

 

 

 

La seconda menzione è andata alla Bocca del Fuoco, la tradizionale corsa notturna tra le fornaci di Murano che celebra il vetro e l’isola, organizzata dal ASD Venezia Runners Atletica Murano.

 

 

 

 

Per la prima volta nella storia del festival, la Giuria ha deciso inoltre di assegnare un Encomio alla curatrice Cristina Beltrami per la qualità e la dedizione del suo apporto critico e curatoriale nel campo del vetro.

 

 

 

La giovane della Repubblica Ceca Vendulka Prchalová, che prende parte a The Venice Glass Week HUB under35 con il progetto Směsi ha vinto invece la seconda edizione dell’Autonoma Residency Prize che prevede una residenza alla Pilchuck Glass School di Seattle (Usa) nel 2022.

 

 

Fra le motivazioni della Giuria dell’Autonoma Residency Prize, composta da Marcantonio Brandolini d’Adda (Direttore creativo di LagunaB e Presidente della Giuria), Benjamin Wright (Artista e Direttore creativo di Pilchuck Glass School) Tina Aufiero (Artista), Caterina Toso (storica del vetro) e Alma Zevi (gallerista e curatrice d’arte contemporanea), c’è l’innovativa ricerca alla base del progetto Směsi che unisce metodi scultorei articolati e tecnologia 3D. Gli oggetti di questa serie si basano infatti sul modello 3D di un cane: le forme create vengono stampate in 3D e poi trasformate in vetro.