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A lezione di italiano con Comunitare

A lezione di italiano per abbattere uno dei muri più respingenti sulla strada della consapevole integrazione: quello della lingua. Nasce da questa premessa la prima iniziativa che l’associazione Comunitare ha proposto al territorio in maniera strutturata, ossia un corso di italiano gratuito rivolto in primo luogo ai genitori dei bambini che partecipano al progetto #nonsolocompiti della Fondazione di Venezia, con l’obiettivo di aiutare mamme e papà non italiani ad accompagnare in maniera più consapevole figlie e figli nel percorso scolastico e non solo. Un modo, dunque, per aiutare i genitori ad essere parte sempre più attiva nelle dinamiche familiari, ma anche un’occasione preziosa per non vivere in maniera marginale relazioni, attività e processi delle comunità in cui abitano.

Le lezioni, pensate per una classe di venti partecipanti andata subito esaurita, sono programmate una volta a settimana fino a metà giugno. Ad ospitarle sono gli spazi di M9 ed il centro Amader Patgshala di via Montenero, che hanno accolto la proposta sposando pienamente il suo principio di gratuità. Riservate in questa fase sperimentale ai soci di Comunitare, le lezioni sono guidate da Costanza Pipinato, ex insegnate ed anch’essa socia di Comunitare, insieme ad Akhi Alam, mediatrice culturale preziosissima nella non semplice opera di facilitatrice di interazioni e relazioni.

Il parterre delle studentesse e degli studenti vede una prevalenza assoluta di cittadine provenienti dal Bangladesh, pari al 90% del totale, in molti casi presenti in sala con i loro bambini. Insieme a loro, a seguire la lezione d’apertura anche una ragazza proveniente dall’Ucraina ed un ragazzo canadese.

“Come insegnante in pensione credo fortemente nel valore socializzante e relazionale della scuola – sottolinea Costanza Pipinato, docente volontaria del corso – e le lezioni appena iniziate costituiscono una stimolante estensione generazionale di questo valore assoluto. Essere insieme a queste ragazze per accompagnarle verso una maggiore padronanza della lingua del Paese in cui hanno scelto di vivere è una sfida entusiasmante che non potrà non dare buoni frutti.”

“Ho accettato con entusiasmo la proposta dell’associazione Comunitare di contribuire a questo progetto – dice Akhi Alam, mediatrice culturale – perché riuscire a comunicare con gli altri è il primo, fondamentale passo per una vera integrazione. Mettere a disposizione la mia professionalità ed anche il mio vissuto di straniera è il mio piccolo contributo per la costruzione di una società davvero inclusiva.”

Il corso di italiano per stranieri è il frutto concreto delle riflessioni e dell’impegno che l’associazione di promozione sociale Comunitare – fortemente voluta dalla Fondazione di Venezia per aiutare la CittĂ  Metropolitana veneziana a dare voce e capacitĂ  di azione in particolare ai genitori del territorio – dedica al territorio veneziano nel suo lavoro di sostegno e di valorizzazione della cosiddetta “comunitĂ  educante”. Un impegno prezioso che ha trovato in famiglie, educatori, associazioni, professionisti del sociale e professionisti della scuola, ma anche in tante persone armate solo di buona volontĂ , la disponibilitĂ  a trasformarsi in piccola comunitĂ  operosa, in cui l’inclusione, il dialogo e la disponibilitĂ  all’incontro e al confronto sono quotidiane parole d’ordine.

“Aiutare le mamme straniere ad integrarsi attraverso la padronanza della lingua italiana – dichiara Linda Tallone, presidente di Comunitare – significa, per noi, aiutare un’intera famiglia a diventare pienamente parte di una comunità. La lingua è uno strumento preziosissimo di integrazione, di relazione, di inclusività. Con le nostre lezioni vogliamo offrire uno spazio in cui non solo si impara nel senso più scolastico del termine, ma nel quale si costruiscono amicizie, nuovi rapporti e la scoperta reciproca di culture e sensibilità differenti. In una parola, vorremmo dare voce ad un microcosmo in cui mamme e bambini fanno esperienza insieme, ed insieme crescono all’interno di quella comunità educante che è la matrice della nostra associazione”.