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Magazine

Mario De Biasi e il suo obiettivo puntato sul mondo

“Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003” è il titolo della retrospettiva che la Casa dei Tre Oci, sull’isola della Giudecca, dedica fino al 9 gennaio 2022 a Mario De Biasi, uno dei più grandi fotografi italiani. La mostra ripercorre l’intera produzione del fotoreporter, conosciuto come un instancabile narratore de mondo. L’esposizione è curata da Enrica Viganò in collaborazione con l’Archivio Mario De Biasi. Organizzata da Civita Tre Venezie con Admira e promossa dalla Fondazione di Venezia, raccoglie 256 fotografie, metà delle quali inedite, proposte per nuclei tematici attraverso dieci sezioni che consentono di ritrovare grandi eventi storici del Novecento, viaggi esotici, ritratti di personaggi potenti e famosi, scene di vita quotidiana, volti sconosciuti, insieme alle fotografie concepite nell’ambito delle dimensioni concettuale e astratta.

Tra i tantissimi inediti, la Casa dei Tre Oci espone, per la prima volta, l’intera sequenza della fotografia più celebre e probabilmente più amata di De Biasi: Gli Italiani si voltano, realizzata nel 1954 per il settimanale di fotoromanzi Bolero Film e scelta da Germano Celant come immagine guida della sua mostra al Guggenheim Museum di New York, “The Italian Metamorphosis 1943-1968”. Una splendida Moira Orfei vestita di bianco passeggia per il centro di Milano, attirando lo sguardo di un gruppo di uomini.

Gli anni ’50 del Novecento costituiscono uno dei fulcri del percorso espositivo con le immagini di un’Italia devastata dalla guerra, dove si coglie, tuttavia, la voglia di rinascita e di ricostruzione, ma anche con gli scorci memorabili di New York, o, ancora, la prospettiva ravvicinata dell’insurrezione ungherese del 1956, sotto il tiro delle pallottole, che feriscono De Biasi e gli fanno guadagnare il titolo di Italiano Pazzo. Sono brani visivi “di un ‘900 che oggi appare lontano – precisa Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci – ma che non smette di muovere curiosità”.

Al 1964 risalgono due incredibili servizi, che testimoniano l’ostinazione di De Biasi: quello in Siberia, con temperature sotto i 65 gradi, e quello tra le lingue di lava dell’Etna in eruzione. Non mancano momenti di leggerezza e quotidiana intimità, che De Biasi ha indagato in tutti e cinque i contenti, con le foto dei baci, dei barbieri di strada e delle pause pranzo realizzate da Londra a Parigi, da Roma a Vienna, dal Cairo a Teheran, dalla Tailandia al Brasile, da Israele al Nepal.

In mostra anche le immagini dello sbarco sulla luna, i suoi più famosi ritratti, tra i quali quelli di Sofia Loren, Brigitte Bardot, Fellini, Maria Callas; alcuni degli innumerevoli viaggi, in particolare a Hong Kong, in Sud America e in India. L’ultima sezione si concentra sull’amore per la natura, di cui sono rivisitati forme e segni, resi in foto come una sorta di “poesia visiva”. Accanto alle fotografie verranno esposti molti materiali, volumi, i numeri originali della rivista Epoca, alcuni telegrammi, tra i quali quelli di Enzo Biagi e Arnoldo Mondadori, quaderni e due approfondimenti audiovisivi. Accompagna la rassegna il catalogo edito da Marsilio con i saggi di Enrica Viganò, Denis Curti e Angelo Ponta.

Per informazioni: www.treoci.org

[Gli italiani si voltano, 1954]