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Il “Noir time” di Pietro Finelli

Camminare nella penombra delle finzioni narrative per smontare le illusioni del presente e restituire alla pittura la sua forza di indagine critica. È questo il cuore di “Noir Time”, la mostra personale di Pietro Finelli, artista, curatore e teorico la cui ricerca indaga il rapporto tra pittura, cinema e costruzione dell’immagine, proposta fino al 15 novembre nella Sala Orizzonti di M9 – Museo del ’900 a Mestre.

Curata da Maria Fratelli nell’ambito del progetto M9 Contemporaneo e realizzata in collaborazione con la Fabbrica del Vapore di Milano, l’esposizione si propone come un progetto espositivo aperto che accompagna da anni la ricerca dell’artista e che, in ogni nuova sede, si riorganizza entrando in dialogo con l’architettura e l’identità dell’istituzione ospitante. Nello spazio del Museo M9, la dislocazione delle opere e delle installazioni costruisce una vera e propria mappa urbana da attraversare, una sorta di topografia visiva che invita il visitatore a muoversi come se andasse a zonzo nella città contemporanea, esplorando connessioni, rimandi e cortocircuiti percettivi tra le strutture del museo e le forme della pittura.

Il percorso riunisce le opere del “periodo d’oro” di Finelli, realizzate negli anni ’90 e caratterizzate da olii su tela e foglia d’oro, con la produzione più recente focalizzata sul tema del noir. Il titolo dell’esposizione allude infatti a una struttura di significati in cui il dubbio e l’ambiguità diventano chiavi di lettura della finzione e dell’artificio che dominano l’esistenza contemporanea.

Da diversi anni Finelli indaga il cinema classico noir, interessandosi alla sua capacità di elaborare i conflitti sul piano visivo prima che tematico. I suoi dipinti si configurano come fotogrammi di opere cinematografiche mai girate, dando corpo al concetto di “film senza film”: una pittura che non riproduce il cinema, ma ne ricodifica il linguaggio attraverso un’analisi rigorosa dei meccanismi con cui la realtà viene filtrata e percepita.

L’allestimento in M9 è arricchito da arredi che dialogano con i grandi formati pittorici e da una serie di video che propongono a rotazione la proiezione di quattro pellicole di riferimento della cinematografia internazionale: La donna del ritratto (Fritz Lang, 1944), Vertigine (Otto Preminger, 1944), La donna che visse due volte (Alfred Hitchcock, 1958) e Sono Yo No Tsuma (Yasujiro Ozu, 1930).

L’esperienza espositiva è accompagnata da un ricco palinsesto di iniziative collaterali pensate per approfondire le tematiche della mostra attraverso sguardi multidisciplinari. Il programma vedrà alternarsi visite guidate condotte direttamente dall’artista, incontri dedicati ai grandi fatti di cronaca nera con Maurizio Dianese e al rapporto tra arte e cinema con Tommaso Strinati, oltre ad appuntamenti speciali di divulgazione coordinati dalla Direttrice di M9, Serena Bertolucci, e format esperienziali creati per coinvolgere i più giovani nei linguaggi e nelle suggestive atmosfere del noir.

Eventi collaterali

  • 30 settembre, ore 17.00 – Visita guidata con l’artista Pietro Finelli;
  • 15 ottobre, ore 17.00 – Nera una volta, storie (e non favole) di cronaca vera, incontro con Maurizio Dianese;
  • 29 ottobre, ore 17.00 – Visita guidata con l’artista Pietro Finelli;
  • 31 ottobre – Una notte al museo, dal tramonto all’alba, attività per bambini dagli 8 ai 12 anni;
  • 6 novembre, ore 16.30 – Arte e cinema, un rapporto d’amore, incontro con Tommaso Strinati, curatore e docente al Centro Sperimentale di Cinematografia;
  • 13 novembre, ore 17.00 – Sfumature di Nero: dalla pagina di cronaca al pennello di Antonello da Messina, conferenza con Serena Bertolucci.