#nonosolocompiti, il progetto della Fondazione di Venezia che offre a studentesse e studenti fra gli 11 e i 14 annni spazi educativi in cui non solo fare le lezioni per casa, ma anche dare spazio e voce ai talenti e alla creatività di ogni partecipante, fa proseliti anche nella sua declinazione “per adulti”, ossia quell’associazione Comunitare che in appena un anno ha già raccolto l’adesione di 435 socie e soci. La conferma è arrivata in occasione dell’evento conclusivo della quinta edizione dell’iniziativa, ospitata nell’Auditorium “Cesare De Michelis” del Museo M9. Un momento in cui dare non solo un ritorno sulle attività sviluppate nei centri in cui il progetto si è animato in questo anno scolastico ormai agli sgoccioli, ma anche per raccontare l’energia e l’operatività di un’associazione sempre più dinamica.
Pensata come polo di aggregazione in cui i genitori delle ragazze e dei ragazzi iscritti a #nonsolocompiti potessero riconoscersi come corpo unico, l’associazione ha accolto e continua ad accogliere chiunque desideri essere parte attiva di una comunità educante allargata, ossia genitori, insegnanti, educatori, persone sensibili ai temi educativi, a prescindere dal loro coinvolgimento in #nonsolocompiti. I dati evidenziano come in Comunitare la parte preponderante sia in quota rosa, con 292 donne iscritte, equivalente al 67 per cento del totale. Da non sottovalutare comunque la consistenza degli iscritti maschi (143), a conferma del fatto che la sensibilità verso tutto ciò che attiene la sfera educativa dei giovanissimi sia sentita come una responsabilità trasversale. Interessante è notare poi come, all’interno del 67 per cento delle iscritte, il 36 per cento sia costituito da donne nate all’estero. Un dato che rivela come Comunitare si stia confermando come una realtà capace di creare inclusione sociale e dialogo, contribuendo alla costruzione di una società sempre più a misura di persona. Molte le attività messe in campo in questi mesi dall’associazione, dagli incontri sulla genitorialità alle lezioni di italiano per genitori stranieri, dalle proiezioni cinematografiche alle lezioni sulla cucina giapponese. Tanti molto diversi per creare nuove connessioni e per allargare conoscenze e stili di vita.
Gli stessi obiettivi che si pone fin dalla sua genesi il progetto #nonsolocompiti. A partecipare, nell’anno scolastico 2025-2026, sono stati 420 ragazze e ragazzi, che hanno potuto usufruire anche quest’anno, al di fuori dell’orario scolastico, di spazi in cui non solo fare i compiti attraverso modelli di apprendimento collaborativo con il supporto di educatori specializzati, ma anche di partecipare a laboratori ludico-ricreativi capaci di creare momenti di socialità e di rafforzare l’intelligenza emotiva degli studenti e delle studentesse.
Dodici le località interessate all’interno di otto distinte aree geografiche, dove sono state attivate venti sedi operative. In questa articolata cartina geografica, va sottolineato il ruolo sempre più attivo degli istituti scolastici, consapevoli di quanto #nonsolocompiti, patrocinato in questa edizione dal Comune di Venezia e dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, costituisca un caposaldo ormai consolidato nella gestione dei tempi non occupati delle lezioni. In crescita anche l’interesse e la disponibilità a collaborare da parte delle Pubbliche Amministrazioni, così come si è rivelata strategica la collaborazione, sul proprio territorio di riferimento, della Fondazione di Comunità Santo Stefano.
Capofila delle attività sono state anche quest’anno le cooperative Itaca, Sumo, La Sfera di Pistacchio e Titoli Minori, che hanno messo in campo competenze e professionalità per sostenere i principali obiettivi del progetto, ossia garantire ai ragazzi spazi educativi ed aggregativi qualificati, prevenire, di concerto, l’abbandono scolastico e favorire i tempi di conciliazione famiglia-lavoro. Trentacinque gli educatori e gli esperti di laboratorio coinvolti e che ogni giorno hanno messo a disposizione competenze, passione e creatività per accompagnare la crescita delle comunità educanti e accompagnare i ragazzi nel loro percorso scolastico e relazionale.
Nel territorio di Portogruaro è stato coordinato dalla Cooperativa Itaca nei plessi Nievo di Pramaggiore e Marco Polo di Cinto Caomaggiore, entrambi appartenenti all’I.C. Nievo, oltre che ad Annone Veneto nell’I.C. Enrico Mattei, ospitato nella Struttura Polivalente comunale. Sempre sotto il coordinamento della Cooperativa Itaca, il territorio di Marghera ha visto coinvolti il plesso Ugo Foscolo e il plesso Gino Strada dell’I.C. Baseggio, mentre nel territorio di Venezia Mestre il progetto è stato attivato nel plesso Giulio Cesare dell’I.C. G. Cesare.
La Cooperativa Sumo ha operato invece in diversi plessi del territorio mestrino, ossia il plesso Don Milani dell’I.C. Don Milani, il plesso Manuzio dell’I.C. San Marco e il plesso Di Vittorio dell’I.C. Leonardo Da Vinci. Nel territorio di Venezia Centro Storico, il progetto ha coinvolto i plessi Priuli Carminati e San Provolo dell’I.C. Morosini, oltre al plesso Calvi dell’I.C. Alighieri. Nel territorio di Venezia Favaro, le attività si sono svolte nel plesso Volpi dell’I.C. Alpi Antonio Gramsci e nel plesso Gramsci di Campalto, appartenente allo stesso istituto comprensivo.
L’associazione La Sfera di Pistacchio ha coordinato le attività nei territori di San Donà di Piave e Dolo. A San Donà il progetto ha preso corpo nella sede dell’associazione, mentre a Dolo ha interessato il plesso Gandhi dell’I.C. Statale di Dolo e il plesso Giuliani dell’I.C. Anselmi.
Infine, nel territorio di Chioggia il progetto è stato seguito dalla Società Cooperativa Sociale Titoli Minori e si è sviluppato nel centro Civico Ponente e nei plessi Galileo Galilei e Bruno Maderna dell’I.C. Sottomarina Nord.
L’importanza del servizio garantito da #nonsolocompiti è facilmente intuibile dal profilo delle famiglie dei ragazzi che partecipano alle attività. Nel 68 per cento dei casi, infatti, entrambi i genitori lavorano, e nel 10 per cento a lavorare è solo la madre. In sostanza, il 78 per cento delle mamme, ossia la figura genitoriale considerata di riferimento primario per i figli, è impegnato in una attività lavorativa, nel 39 per cento a tempo pieno e nel 29 per cento part time.
#nonsolocompiti si conferma, per i ragazzi, come un’esperienza decisamente da consigliare ai coetanei per il 92,6 per cento dei partecipanti, che trovano entusiasmanti soprattutto tre cose: le attività ricreative dopo i compiti, lo stare insieme a ragazze e ragazzi di altre classi, l’aiuto per fare i compiti. Chi frequenta gli spazi lo fa senza costrizione, in genere consigliati dai genitori (36,5 per cento) o dagli insegnanti (31,1 per cento), ma anche dagli amici (16,6 per cento). Fra i risultati più importanti raggiunti c’è, per loro, il fatto che #nonsolocompiti li ha aiutati a creare nuove amicizie (per l’83,2 per cento del totale). A sentirsi più felici sono sei partecipanti su dieci, mentre l’87,5 per cento di ragazze e ragazzi conferma di essere migliorato a scuola.
Molto graditi dai genitori sono stati anche quest’anno l’aiuto nei compiti e le attività ricreative proposte, così come la professionalità e la capacità di relazione degli animatori. Per quasi l’87 per cento di mamme e papà è poi confermata la migliorata la capacità di organizzazione dei loro figli. Molto importante anche per i docenti sono l’aiuto nei compiti e la competenza degli educatori, così come il supporto garantito alle famiglie nella gestione dei figli.