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Un nuovo ecosistema culturale per il territorio veneziano

Un incontro a distanza per costruire il primo tassello di un inedito patto culturale a beneficio dell’intera area metropolitana veneziana. Era questo il principale obiettivo della videoconferenza che la Fondazione di Venezia e M9 – Museo del ’900 hanno proposto alle Fondazioni di Comunità e ai sindaci della Città metropolitana. Un obiettivo ampiamente e positivamente raggiunto, in cui i primi cittadini e i rappresentanti delle Fondazioni di Comunità hanno dato la loro piena disponibilità a mettere a sistema azioni e progetti che consentano di moltiplicare i propri benèfici effetti senza mai dimenticare le specificità, anche in termini culturali, di ogni territorio.

Introdotta dal direttore generale della Fondazione di Venezia, Giovanni Dell’Olivo, l’incontro ha consentito di condividere opportunità e punti di forza che caratterizzano la missione culturale della Fondazione di Venezia e di M9, intrecciando queste indicazioni con la presentazione di un bando molto particolare dedicato proprio alla “Cultura nei piccoli Comuni”, indirizzato dal Ministero della Cultura ai comuni con meno di 25.000 abitanti. Serena Bertolucci, direttrice di M9 – Museo del ‘’900, ha invece illustrato ai primi cittadini le declinazioni del programma “Cultura in movimento: M9 per il tuo Comune”, evidenziando in particolare la possibilità per i Comune del territorio veneziano di mutuare grandi mostre ed altri eventi già organizzati in ogni aspetto dal Museo mestrino, con l’obiettivo di valorizzare i propri territori e creando, in questo modo, altre efficaci leve per offrire ulteriori opportunità di sviluppo e di crescita culturale fra i residenti, soprattutto per le fasce i più giovani, e per creare attrattività anche in termini di turismo sostenibile.

L’attenzione verso l’area metropolitana vasta è una priorità che la Fondazione di Venezia sta progressivamente consolidando e potenziando. La conferma arriva dalle diverse azioni attuate in questi ultimi mesi, a partire dalla costituzione della Consulta delle Fondazioni di Comunità, passando attraverso gli accordi di programma sottoscritti con il Comune di Venezia per la costituzione del nuovo distretto della cultura a Mestre ed approdando all’accordo con il Comune di San Donà di Piave e la Fondazione di Comunità Terra d’Acqua per ottimizzare la realizzazione di mostre, laboratori ed altre attività culturali. Denominatore comune rimane per tutti la promozione di una cultura che sia anche, se non soprattutto, motore di coesione sociale e di inclusione, all’interno di un modello integrato di sviluppo in cui tanti soggetti diversi sono messi nella condizione di poter moltiplicare la forza e la capacità attrattiva dei loro patrimoni artistici ed architettonici. La prima ad aver declinato questo modello è proprio la Fondazione di Venezia, che nella propria sede di Palazzo Flangini e nel Museo M9 ha trasformato in patrimonio comune nuclei importanti della propria collezione di fotografie attraverso due mostre (“Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero” e “Belpaese. A Photographic Journey”).

L’incontro – nel quale erano rappresentanti, fra gli altri, i Comuni di Venezia, Cavarzere, San Donà di Piave, Mira, Jesolo, Ceggia, Caorle, Mirano, Concordia Sagittaria, Cona, Martellago, Mirano, Fossalta di Piave, Spinea, Chioggia, Fossalta di Portogruaro – ha fatto registrare una trasversale disponibilità da parte dei primi cittadini a collaborare e a costruire un nuovo sistema culturale fatto di reti di relazioni sempre più capillari ed attive. Un buon inizio che si intende sviluppare ora attraverso proposte ed altri confronti operativi.

“La cultura genera valore quando crea connessioni – ha sottolineato Giovanni Dell’Olivo, direttore generale della Fondazione di Venezia – ed è da questa convinzione che nasce il percorso condiviso oggi con i sindaci, ossia costruire un inedito sistema culturale fatto di luoghi, esperienze e comunità capace di valorizzare le unicità di ciascun territorio e di trasformarle in patrimonio comune. La sfida è guardare oltre i confini amministrativi e immaginare un ecosistema in cui cultura, innovazione e partecipazione si alimentino reciprocamente. Solo così potremo offrire ai cittadini nuove occasioni di crescita, rafforzare il senso di appartenenza delle comunità e proporre ai visitatori un modo diverso di conoscere da vicino il territorio veneziano.”