Calendario di Eventi

L Lun

M Mar

M Mer

G Gio

V Ven

S Sab

D Dom

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

0 eventi,

Magazine

Scatti sospesi oltre il visibile

AVVISO: si comunica ai visitatori che la mostra fotografica di Andrea Casari ospitata nella sede della Fondazione resterà chiusa dall’8 all’11 dicembre e martedì 13.

 

Si intitola “Scatti sospesi” la mostra fotografica che Balamòs Teatro propone fino al 31 gennaio 2023 nella sede della Fondazione di Venezia, dopo l’inaugurazione inserita nell’ambito delle iniziative che hanno contraddistinto l’intensa tre giorni nazionale di teatro in carcere, promossa a Venezia dal Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere con il sostegno del MiBACT nell’ambito del protocollo sottoscritto in accordo con il Ministero della Giustizia.

All’interno dell’iniziativa “Destini incrociati” si colloca dunque anche questa specifica iniziativa che vede esposti nella sede della Fondazione in Rio Novo quaranta suggestivi scatti in bianco e nero di Andrea Casari, attraverso i quali viene ripercorso il progetto “Passi sospesi” portato avanti da Balamòs Teatro negli istituti penitenziari di Venezia dal 2006 al 2022. La mostra è sostenuta da altre 436 immagini contenute in un contributo video a cura di Marco Valentini.

 

 

Michalis Traitsis, direttore del progetto teatrale “passi sospesi” e fra i direttori artistici della rassegna nazionale “destini incrociati”, descrive con queste parole l’allestimento ospitato nella sede della Fondazione: “Fotografare un’esperienza di teatro in carcere, come del resto in ogni luogo, è un contributo prezioso di memorie.  Nel qui e ora di quel che avviene e nelle tracce che rimangono nel tempo. Occorre professionalità ma anche e soprattutto desiderio e bisogno umano di ascoltare, conoscere, comprendere, oltrepassare ogni giudizio, per rincorrere bellezza, per svelare poesia. Di un gesto, uno sguardo, una preghiera, una esitazione.

Forse non è semplice fare foto vive, d’anima. Sicuramente non lo è in carcere.

 

 

Ci vuole attenzione, discrezione, delicatezza, umiltà, per cogliere un processo di trasformazione, per fermare il momento esatto in cui nasce un’immagine, per trattenere l’immediatezza di una emozione, per offrire agli altrui occhi i segni del dolore che si fanno comunque sfida, impegno, fatica, conquista, speranza, di esercizio in esercizio, di improvvisazione in improvvisazione.

Ci vuole pazienza per attendere che lo spazio si riempia di quell’impalpabile potenza che in teatro viene definita Presenza e che sottende l’essere pienamente dentro quello che si fa. Ci vuole esperienza per trasformare, attraverso le foto, un luogo e fare apparire altre realtà.

In scatti che testimoniano la tensione a porsi e a suscitare sempre domande.

 

Fotografare in carcere non è mai una operazione solamente estetica ma è anche e soprattutto etica, per la possibilità di riconsegnare a chi guarda, attraverso gli scatti, i vissuti che esulano dai reati e dalle colpe, che permettono una diversa rappresentazione di sé e che riconsegnano racconti di persone, che hanno un passato, che si arrabattano nel presente, che immaginano futuri, magari diversi. Come tutti.

Tano D’Amico, il fotografo degli ultimi, diceva che “non c’è bellezza senza misericordia”. E Andrea Casari sembra fare suo questo modo di concepire uno sguardo e uno scatto, con una profonda e consapevole scelta alla partecipazione in cui la foto diventa il modo di sentire gli altri e di lasciarsi attraversare dagli echi e dai rimandi degli altri”.

 

 

Andrea Casari collabora dal 2006 con Balamòs Teatro seguendo i percorsi teatrali in svariate e differenti realtà, gli spettacoli di Balamòs Teatro, il Centro Teatro Universitario di Ferrara, le scuole di tutti i gradi, i minori non accompagnati, l’ambito del disagio fisico, psichico e neurologico, gli Istituti Penitenziari di Venezia.

Sarà possibile visitare la mostra, nelle settimane successive, fino al 31 gennaio, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 19.00.