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Con Stelio Fenzo un secolo a fumetti in M9

Una matita che racconta, nelle sue più disparate sfumature e imprevedibili traiettorie, la storia del fumetto italiano del Novecento. È quella di Stelio Fenzo, il fumettista veneziano a cui M9 – Museo del ‘900 dedica la mostra Stelio Fenzo. Un secolo a fumetti, visitabile fino al 22 febbraio 2026 nel corridoio espositivo del secondo piano del Museo.

Curata da Luigi Fiorindo e Marco Laggetta, l’esposizione è la prima dedicata a Fenzo, scomparso nel 2022 nella sua Venezia, e celebra, attraverso oltre cento tavole originali provenienti dal suo archivio personale, la carriera di una figura chiave del fumetto italiano, nonché uno degli esponenti di spicco della celebre scuola veneziana.

 

Attraverso un racconto concepito in chiave cronologica, la mostra ripercorre l’evoluzione espressiva del disegnatore, intersecando la sua storia con lo sviluppo del linguaggio in Italia e con le vicende del gruppo dei giovani artisti-illustratori veneziani, composto, fra gli altri, da Hugo Pratt, Mario Faustinelli e Alberto Ongaro, definito oggi dagli storici il gruppo dell’Asso di Picche, dal titolo della rivista a fumetti da loro prodotta nella seconda metà degli anni Quaranta.

È proprio il rapporto con Pratt a ritornare spesso nelle diverse fasi della carriera del fumettista, illustrate in mostra in sei distinti capitoli. Amico e mentore di Fenzo, fu lui ad affidargli le sorti del celebre personaggio Capitan Cormorant – che Fenzo continuerà a disegnare ribattezzandolo Capitan Moko – e in seguito di Kiwi, il primo tarzanide di casa.

Dalle prime collaborazioni con quotidiani come il Gazzettino alle riviste illustrate, la mostra accompagna il visitatore fino alla consacrazione di Fenzo, conseguita prima a livello nazionale e poi internazionale. A partire dagli anni Sessanta, quando emerge come uno dei più grandi interpreti del fenomeno editoriale del tempo, il fumetto erotico-avventuroso, per poi raggiungere la piena notorietà con i tarzanidi Jungla e Simba. È invece negli anni Novanta che Fenzo ottiene il prestigioso ruolo di disegnatore italiano delle celebri Tartarughe Ninja, delle quali realizza decine di storie, contribuendo al successo della serie anche in Italia.

La mostra si conclude con un excursus sulle trasposizioni dalla letteratura al fumetto, un genere che, dagli anni Settanta, ha visto Fenzo impegnato in prima linea, come molti altri maestri del fumetto in quegli anni, contribuendo fortemente a scardinare la svalutazione che gli adattamenti a fumetti subivano, al punto da essere chiamati, con accezione sminuente, riduzioni. Grazie anche ai propri lavori sulle trasposizioni letterarie de “Il Giornalino”, Fenzo si staglia come il testimone di un lungo percorso di legittimazione artistica di un linguaggio che continua ancora oggi.

L’ingresso alla mostra Stelio Fenzo. Un secolo a fumetti è incluso con il biglietto per l’esposizione permanente o per le mostre temporanee al terzo piano.