icona calendario
[tribe_mini_calendar]
Magazine
The Venice Glass Week, tutti i vincitori dell’edizione 2026

Si è svolta a Palazzo Franchetti, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, la cerimonia di premiazione della decima edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato all’arte del vetro che sta animando Venezia, Murano e Mestre fino al 20 settembre 2026. La serata ha visto l’assegnazione di tre importanti Premi e di numerosi altri riconoscimenti e ha rappresentato uno dei momenti più significativi della rassegna. La cerimonia si è aperta con il conferimento di due simboliche Medaglie d’oro al valore vetrario conferite dal Comitato Organizzatore di The Venice Glass Week a due figure di inestimabile importanza nel mondo del vetro, ossia Lino Tagliapietra e Dale Chihuly. La serata è proseguita poi con il conferimento della seconda edizione del Premio The Studio – Corning Museum of Glass per The Venice Glass Week HUB Under35, che ha messo in palio un soggiorno di studio al prestigioso Corning Museum of Glass di New York, che permetterà al vincitore Boldizsár Lukácsi per l’opera Crystal Charge di partecipare a una delle Summer Classes internazionali nel 2027.

Parallelamente, il Premio Arterìa per The Venice Glass Week HUB è stato assegnato a Marzena Krzeminska per l’opera Emotion, selezionata tra i progetti ospitati nell’HUB di Palazzo Morosini. La Giuria ha inoltre deciso di assegnare una Menzione speciale a Eve Koha per Oblivion.

La serata è culminata nel conferimento ufficiale del Premio Fondazione di Venezia per The Venice Glass Week, attribuito alla mostra Shape of Silence. Tanja Pak, presso SPARC* – Spazio Arte Contemporanea, curata da Francesca Giubilei e organizzata da VeniceArtFactory, che prevede anche un riconoscimento in denaro di 1.000 euro. Il progetto è stato premiato dalla giuria “per la capacità di esplorare, con sensibilità poetica e rigore tecnico, i limiti del vetro, intesi sia come margini fisici della materia, sia come possibilità estreme del mezzo espressivo. Attraverso un suggestivo dialogo tra materia, paesaggio e processi di trasformazione, la mostra esprime l’eterno anelito dell’uomo al ricongiungimento con la natura, oggi più vivo che mai, evocando i ghiacci del polo attraverso il calore della fornace.”

La Giuria – composta dal curatore Jean Blanchaert, dalla Cancelliera emerita dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti Giovanna Palandri e dal Consigliere Generale della Fondazione di Venezia Paola Marini – ha inoltre deciso di attribuire tre Menzioni speciali. Queste sono andate alla mostra Time, Consumed. Simone Crestani presso Palazzo Contarini Polignac – Magazzino Galler, a Perle di Luce di Mattia Gaido e Rifiorire nella Laguna di Holly Parr e Marisa Convento, due progetti organizzati con il Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane e ospitati rispettivamente a Bottega Cini e alla Scuola del Vetro Abate Zanetti, e al progetto Glass Bridge. From Murano to the World: Glass as an Act of Cooperation, organizzato da Emmanuel Babled, Kukua e Shanga, con la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Comune di Venezia, sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Dar es Salaam, e ospitato presso la Scuola del Vetro Abate Zanetti.

(Ph. Massimo Pistore, courtesy The Venice Glass Week)