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“Tutto Un Altro Percorso” si racconta a Verona

Trasferta veronese per Tutto Un Altro Percorso – Arte e Cultura, il progetto che la Fondazione di Venezia ha elaborato per agevolare e, ancor più, per ottimizzare l’incontro fra gli studenti delle scuole superiori ed il mondo del lavoro, in particolare nell’ambito, composito e affascinante, dell’arte e della creatività in ogni loro declinazione. L’occasione è stata la “Serata Arte” promossa a Palazzo Forti da JOB&Orienta/Veronafiere in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, un evento che ha voluto offrire alle giovani generazioni l’occasione per conoscere più da vicino le professioni dell’arte, della cultura e dello spettacolo, facendo raccontare agli stessi studenti e ad alcuni professionisti ed operatori del settore le loro esperienze nel non facile approccio con la concretezza di un mondo lavorativo ancora troppo lontano da quello scolastico.

Inserita nell’ambito delle “Serate Forti, la notte è tua. Vivila con Arte”, organizzate dal Comune di Verona, i Musei Civici-Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti e Fondazione Cariverona, l’iniziativa è nata dal percorso virtuoso di collaborazione tra il salone dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro (dal 25 al 28 novembre prossimi in fiera a Verona per la sua 35a edizione) e la Galleria d’Arte Moderna, partnership che ha già visto a maggio le due realtà collaborare nel Festival dell’Arte contemporanea. In questo contesto gli studenti sono stati invitati a raccontare in particolare due storie di eccellenza nate proprio dal connubio tra sensibilità artistiche e culturali e sbocchi professionali, un racconto fatto di testimonianze dirette, proiezioni e racconti multimediali. La prima è stata proprio “Tutto Un Altro Percorso – Arte e Cultura”, la seconda si chiama “La Villa Veneta del futuro vista con gli occhi dei ragazzi”, e si tratta di un contest creativo in chiave olistica curato dall’Associazione Ville Venete.

L’evento scaligero ha consentito ad una platea particolarmente interessata di conoscere da vicino premesse, peculiarità ed applicazioni di un modo del tutto originale di concepire e di realizzare percorsi di formazione scuola-lavoro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Fin dalle sue origini, infatti, questo tipo di proposta formativa ha sempre avuto, per la Fondazione di Venezia, una sua specifica connotazione “sartoriale”, in cui fondamentali sono sempre state l’individuazione, negli studenti, delle attitudini più consone per ogni singolo inserimento, insieme alla comprensione delle esigenze e delle specificità degli enti con cui i ragazzi vengono messi in relazione. Garante della qualità di queste combinazioni, sia per gli studenti, sia per gli enti coinvolti, la Fondazione è riuscita a creare un sistema di promozione della formazione scuola-lavoro che ha ormai all’attivo ben sette edizioni, con numero di adesioni in costante crescita.

Solo negli ultimi due anni, ad esempio, gli studenti che hanno aderito al progetto sono passati da 50 ad oltre 90, mentre gli enti partecipanti sono saliti da 12 a 18. Molto particolare, poi, sempre negli ultimi due anni, è stata la scelta di far dialogare gli studenti con “mentori” che consentissero alle ragazze e ai ragazzi di entrare nelle maglie delle personali esperienze lavorative, così come originale è stata la volontà di concepire come percorsi di formazione scuola-lavoro due progetti di teatro partecipativo sviluppati nella città di Venezia, attraverso i quali sono state erogate poco meno di quattromila ore del cosiddetto PCTO.

Nel corso della presentazione veronese di Tutto Un Altro Percorso è emerso come siano proprio i ragazzi fra i 15 e i 24 anni a frequentare di più attività ed iniziative culturali proposte da musei, cinema, teatri, siti archeologici, solo per fare qualche esempio, ma senza conoscere le potenzialità lavorative di questi enti e di queste strutture. La cultura è, in effetti, un generatore di lavoro, basti pensare che gli occupati nel settore culturale sono aumentati del 2,6 per cento nel primo semestre del 2025 e che nel sistema produttivo culturale e creativo italiano sono impegnate poco meno di 1,6 milioni di persone. Far scoprire a ragazze e ragazzi le opportunità lavorative di un settore che comunque li coinvolge e li attrae è il principale obiettivo di TUAP, che si impegna ad ampliare l’orizzonte delle occasioni a cui le giovani generazioni possono guardare, tenendo conto del fatto che i ragazzi chiedono orientamenti sempre più concreti.

“Per la Fondazione di Venezia – sottolinea Giovanni Dell’Olivo, direttore generale della Fondazione di Venezia – sostenere i giovani significa creare le condizioni perché possano immaginare e costruire il proprio futuro con consapevolezza. ‘Tutto un altro percorso – Arte e Cultura’ nasce da questo impegno: mettere in dialogo scuola, istituzioni e realtà culturali per trasformare la formazione in un’esperienza capace di rivelare talenti, alimentare curiosità e generare cittadinanza. Perché la cultura non è soltanto un patrimonio da conoscere e valorizzare, ma uno spazio in cui crescere, assumersi responsabilità e contribuire, con le proprie capacità e il proprio sguardo, allo sviluppo della comunità.”

“Oggi il sistema produttivo culturale e creativo rappresenta uno dei settori più dinamici del Paese e offre opportunità professionali in continua evoluzione – evidenzia Linda Tallone, responsabile del progetto TUAP – tuttavia, molti ragazzi non immaginano nemmeno quante competenze e quanti mestieri esistano dietro un museo, una fondazione, un teatro o un festival. Se vogliamo che sempre più giovani scelgano di lavorare nella cultura, dobbiamo prima dare loro la possibilità di conoscerla dall’interno. Questa è la sfida di TUAP: trasformare gli enti culturali da luoghi di fruizione a luoghi di orientamento, dove la cultura diventa non solo un’esperienza da vivere, ma anche un’opportunità concreta per costruire il proprio futuro. Per questo li accompagniamo dentro i luoghi della cultura, dove possono incontrare professionisti, conoscere esperienze concrete e scoprire percorsi che forse non avevano mai immaginato”.